Ma chi deve decidere? L’Italia non cambia mai: troppi interessi e troppe teste

Ma chi deve decidere? L’Italia non cambia mai: troppi interessi e troppe teste

Non è giusto continuare il campionato in queste condizioni. I contagi stanno aumentando di giorno in giorno. Ieri abbiamo visto partite false: non è calcio senza tifosi

di Stefano Niccoli, @stefanoniccoli3
Serie A

Dovremmo discutere dello 0-0 di Udine e del fatto che la Fiorentina non può ancora considerarsi tranquilla visto che la zona pericolo è distante appena cinque punti dopo le vittorie di Sampdoria e Genoa. Parlare di calcio giocato, però, è impossibile. I contagi da Coronavirus stanno aumentando di giorno in giorno. Stiamo combattendo contro un nemico invisibile. Siamo alle prese con un’emergenza sanitaria mai vissuta prima. E quel che è peggio è che non sappiamo se e quando la situazione migliorerà.

E’ necessario fermare il pallone. Questo è il mio pensiero. E probabilmente andrà così. Ne sapremo di più domani quando andrà in scena un caldo Consiglio federale. Anche perché – ma non è certo la motivazione principale – ieri abbiamo visto partite false. Non è calcio senza tifosi, senza cori, colore e calore. L’Italia pallonara non si merita questo “spettacolo” desolante. Reso ancora più triste dalle istituzioni. Incredibile quello che è successo a Parma. Il ministro dello sport ha auspicato lo stop della Serie A, ma non ha deciso. Ma se non decide un componente del governo, chi lo fa? Ci sono troppi interessi in ballo e, soprattuto, troppe voci da ascoltare. I più giovani si ricorderanno “This is football?”, il gioco della Play Station. Appunto: questo è calcio?

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  1. woyzeck - 4 mesi fa

    Meglio questo calcio qui che il nulla assoluto! Ma non vi rendete conto di quale disastro si prospetta ad ogni livello, economico, sociale e sportivo?! Ci aspetterebbero almeno SEI MESI di stop totale al calcio italiano (perché anche solo allenarsi allora?!)! Ricadute economiche spaventose, dirette e indotte, problemi sociali incalcolabili che potrebbero esplodere da un momento all’altro, oltre a un danno sportivo senza precedenti! E tutto questo perché i calciatori non sanno prendersi le loro responsabilità come tutti, e a noi non piace vedere lo stadio vuoto?! Impariamo a soffrire un po’ per non mandare tutto in malora… Altrimenti decidiamo lo stop TOTALE della vita ad ogni livello, rinchiudiamoci tutti in casa (con la cessazione di tutte le attività, comprese quelle radiotelevisive….) e attendiamo che tutto sia finito….

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    1. Johan Ingvarson - 4 mesi fa

      La salute vale di più di vedere 22 tizi correre dietro ad un pallone.
      Se lei non riesce a stare 6 mesi senza calcio, specie se questo stop è dovuto a motivazioni reali e serie come una pandemia, è un problema suo, non certo dell’Italia.
      Le ricadute economiche le abbiamo già, una più uno meno non cambia. E in quanto a quelle sociali… beh, fa ridere solo pensare che senza calcio il mondo va nell’anarchia.

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    2. LupoAlberto - 4 mesi fa

      Concordo. Lo stop totale non è possibile: se si blocca tutto chi rifornirà i negozi? Cosa mangeremo per i prossimi mesi? Chi pagherà le nostre bollette e i nostri conti? Perché medici ed infermieri devono lavorare senza sosta e i calciatori stare a casa? Sono cose di importanza diversa? Certo, ma utili a loro modo a tantissima gente. Alcune cose si possono bloccare, altre no, e forse visti i risvolti socio-economici il calcio rientra tra queste ultime. Perché non c’è niente di più serio di un “gioco” dietro al quale corrono miliardi di Euro ed è seguito da decine di milioni di persone che trovano in questo sport un ultimo appiglio alla “normalità”.
      SFV

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