Le parole di Cesc Fabregas dopo Feyenoord-Como: l'analisi del KO in Champions League e gli aggiornamenti sull'infortunio di Assane Diao verso la Fiorentina

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La notte europea del De Kuip lascia al Como l'amaro in bocca per la sconfitta per 3-2 contro il Feyenoord e tanta apprensione in vista del prossimo impegno di campionato contro la Fiorentina. Nel post-gara, il tecnico dei lariani Cesc Fabregas è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per fare il punto della situazione, rivolgendo un pensiero speciale alle condizioni di Assane Diao, costretto al cambio a metà del primo tempo subito dopo aver segnato la rete dello 0-1.

Le condizioni di Diao: "Giocatore chiave, valutiamo l'infortunio"

L'allenatore spagnolo non ha nascosto la preoccupazione per il problema muscolare accusato dall'esterno offensivo senegalese, fondamentale nello scacchiere tattico lariano:

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Diao sentiva che non poteva più correre, per questo motivo abbiamo dovuto sostituirlo immediatamente. Nelle prossime ore valuteremo con attenzione come sta e quali saranno gli esiti degli accertamenti medici. La speranza di tutti è quella di averlo cambiato prima che fosse troppo tardi e di aver evitato un danno peggiore. Parliamo di un giocatore di straordinaria importanza per noi, e lo si è visto chiaramente anche oggi per il modo in cui avevamo impostato la partita e per la bellissima fattura della rete che ha sbloccato la gara.

L'analisi di Fabregas: "La Champions è un regalo, percorso di crescita"

Oltre al capitolo infermeria, Fabregas ha analizzato con grande lucidità la prestazione complessiva fornita dalla sua squadra nella difficile trasferta olandese, rimarcando il valore educativo di una competizione d'élite come la Champions League:

"Giocare in casa o in trasferta rappresenta due mondi totalmente a parte. Farlo in uno stadio del genere e contro una compagine abituata a vincere come il Feyenoord non è affatto semplice. Siamo riusciti a metterli in difficoltà in diversi momenti, ma complessivamente sono stati più forti e hanno meritato la vittoria. La Champions è la competizione più dura in assoluto, a volte c'è un livello persino superiore a quello di un Mondiale. Io resto assolutamente tranquillo perché disputare questo torneo è un regalo magnifico per la società e una motivazione enorme per i ragazzi, molti dei quali oggi erano al debutto da titolari in Europa. Siamo qui con cinque anni d'anticipo rispetto ai piani iniziali. Dobbiamo gestire tre competizioni e forse anche io ho sbagliato qualche scelta, ma fa tutto parte di un percorso di crescita costante. Manteniamo la testa fredda e continuiamo a lavorare con continuità".

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