Una pesante bufera giudiziaria scuote il mondo del calcio e tocca da vicino anche un volto noto passato dal settore giovanile della Fiorentina. La Procura di Roma ha infatti notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari (atto ex 415 bis) nei confronti degli ex calciatori Simone Pepe e Giuseppe Sculli, accusati di falso, esercizio abusivo della professione di agente sportivo e tentata estorsione. Nell'inchiesta figurano in concorso anche l'agente abilitato Luigi Iachini Bellisarii e l'avvocato Alessandro Buccieri.

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Sculli e Pepe indagati, “si fingevano agenti”. Tra le vittime l’ex viola Favasuli
La ricostruzione dell'accusa
—Secondo la tesi del pm capitolino Saverio Francesco Musolino, Pepe, Sculli e l'avvocato Buccieri avrebbero operato di fatto come procuratori sportivi, scovando giovani talenti e conducendo trattative economiche, pur senza possedere la necessaria abilitazione al CONI, dove l'unico titolato risultava Iachini Bellisarii.
È in questo contesto che si inserisce la vicenda di Costantino Favasuli, esterno classe 2004 cresciuto nella Primavera della Fiorentina e di cui la società viola conserva ancora il 50% sulla futura rivendita da parte del Catanzaro, club proprietario del suo cartellino. Secondo gli inquirenti, quando Favasuli e il difensore Davide Bettella hanno deciso di interrompere il rapporto professionale con la struttura, sarebbe scattata una richiesta di penale da centinaia di migliaia di euro, basata su contratti ritenuti falsi dalla Procura.
La replica della difesa: "Accuse infondate"
—Non si è fatta attendere la risposta dei legali di Pepe e Sculli, gli avvocati Cesare Placanica ed Ernesto Rodriguez, che respingono con fermezza ogni addebito. La difesa ha sottolineato come una perizia calligrafica disposta dal Collegio di Garanzia del CONI abbia già confermato l'autenticità delle firme ritenute false dall'accusa.
Inoltre, secondo quanto comunicato dai legali, lo stesso Costantino Favasuli avrebbe già espresso la propria volontà di non procederenei confronti degli indagati, precisando la sua posizione agli organi inquirenti. Spetterà ora alla Procura di Roma valutare i prossimi passi in vista dell'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
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