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GERMOGLI PH: 27 GENNAIO 2026 FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI COPPA ITALIA FIORENTINA VS COMO NELLA FOTO PICCOLI GOL ESULTANZA
Oggi i tifosi della Fiorentina lo vedono lottare su ogni pallone al centro dell'attacco viola, ma dietro la crescita di Roberto Piccoli c'è un retroscena che porta la firma di una vecchia conoscenza del Franchi: Vincenzo Italiano. Mauro Meluso, ex DS dello Spezia, ha svelato a gianlucadimarzio.com le fatiche (e i successi) dei primi passi dell'attaccante in Serie A, spiegando come il metodo di Italiano sia stato fondamentale per rendere Piccoli il giocatore che è oggi:
"Italiano con Piccoli all’inizio diventava matto. Ogni tanto mi guardava storto, come per dirmi ‘ma chi mi hai portato?’: lui chiedeva alcuni movimenti che Piccoli non aveva, perché era uno molto istintivo. Italiano lo forgiò dal punto di vista tattico e così fece un grande girone di ritorno
Un lavoro, quello di "costruzione" del giocatore, che stava per essere interrotto da un inserimento della Juventus. Meluso rivela infatti che i bianconeri avevano individuato in Piccoli l'innesto giusto per l'attacco: "Paratici me lo chiese a gennaio, ne avevano bisogno, ma non glielo diedi".
Meluso si è soffermato anche sui rimpianti avuti in carriera: "Ho qualche rammarico, per esempio Agudelo, che dopo tre anni con noi ha scelto di andare all’estero. Un altro è Verde, che era un giocatore che aveva delle potenzialità enormi, mi ricordava molto Salah. Infatti, Paratici ci aveva pensato per sostituire Chiesa alla Juventus quando si fece male".
"C’era un grande giocatore che portai allo Spezia dopo averlo visionato in Brasile, sto parlando di Leo Sena. Purtroppo, durante il Covid ebbe una miocardite che gli impedì di avere l’autorizzazione medica per giocare e quindi dovette andare in altri campionati. Vincenzo andava matto per lui, perché era veramente forte, tanto che lo avrebbe portato tranquillamente a Firenze".
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