Nell'edizione odierna de La Repubblica viene analizzato l'impatto dei nuovi acquisti sul modulo di Paolo Vanoli. Il mercato di gennaio sta permettendo al tecnico di completare quella rivoluzione tattica iniziata a ridosso di Natale, che ha visto l'abbandono del 3-5-2 in favore del 4-1-4-1, portando un'inversione di tendenza nei risultati. La priorità della dirigenza è stata quella di intervenire su due settori chiave: le fasce laterali e il centrocampo.

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Vanoli, ecco la rivoluzione tanto attesa. Così i nuovi acquisti cambiano la viola
Nuove frecce per l'attacco
—Sugli esterni, la necessità era quella di affiancare alternative di livello a Parisi e Gudmundsson per garantire rendimento costante. Per questo motivo sono stati acquistati Solomon e Harrison, entrambi provenienti dal campionato inglese ma con caratteristiche differenti: l’israeliano viene visto come l’alter ego ideale di Gudmundsson per la sua capacità di creare superiorità, mentre Harrison è un’ala di vecchio stampo, capace di garantire corsa e cross. Solomon, non ancora al top della condizione, inizialmente sarà un'arma preziosa a gara in corso. L'inglese invece è già pronto per un posto negli undici titolari.
La rivoluzione a centrocampo
—Il restyling ha coinvolto pesantemente anche la mediana, dove si è passati dal doppio play al regista unico identificato in Fagioli. Con la partenza di Sohm verso Bologna, la Fiorentina ha puntato su profili capaci di inserimento e fisicità come Brescianini e Fabbian. Questi due nuovi innesti, giovani e italiani, vengono considerati i tasselli giusti per completare un reparto a tre dove Fabbian, nel lungo periodo, contenderà una maglia da titolare a Mandragora. Per la gara di domani, Brescianini e Fabbian si candidano a subentrare.
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