L'approfondimento de La Repubblica sul caos Var in Serie A: il nuovo metro di giudizio, il veto di Orsato e l'impossibilità dei club di avere chiarimenti

ACF Fiorentina v Como 1907 - Serie A 2026/27

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Il tema degli episodi arbitrali e della gestione tecnologica torna prepotentemente al centro del dibattito sportivo. Sulle pagine de La Repubblica, l'approfondimento accende i riflettori su un problema duplice e paradossale legato all'utilizzo del Var e ai rapporti tra le squadre e la classe arbitrale. La stagione era iniziata seguendo il nuovo metro di giudizio tracciato da Daniele Orsato, ma nelle ultime due giornate la rotta si è bruscamente invertita, facendo registrare una totale mancanza di uniformità nei giudizi.

Il mistero del referente arbitrale e lo scontro sui nomi

Al centro della criticità c'è la figura del referente arbitrale per i club, un ruolo istituzionale pensato per fare da tramite tra i tecnici, le società e il designatore. Sulla carta l'incarico sarebbe dovuto andare ad Andrea De Marco. Tuttavia, la sua posizione è diventata un caso politico: De Marco non è gradito al designatore Daniele Orsato, al punto che allenatori e società si ritrovano nell'impossibilità di sapere a chi avanzare dubbi o richieste di chiarimento sulle decisioni contestate.

FIORENTINA VS COMO

La trattativa per scegliere questa figura si è trasformata in un vero e proprio braccio di ferro tra Federcalcio e Lega Serie A. Inizialmente era emerso il nome di Eugenio Abbattista, fedelissimo di Orsato, ma su di lui è calato il veto netto dei club, che gli rimproveravano il coinvolgimento in vicende passate legate a trasmissioni tv di confessioni contro il sistema. Si è così arrivati a una short list di tre nomi (Abbattista, Stefani e De Marco), con la preferenza delle società ricaduta proprio su De Marco.

La scelta non gradita e il cortocircuito con i club

La nomina di De Marco, tuttavia, non è mai stata digerita pienamente dal designatore, e di fatto l'ex arbitro non è stato impiegato né gratificato dal contratto previsto. Il cortocircuito generato è evidente: in una stagione in cui il protocollo e l'utilizzo del Var sono cambiati drasticamente, i club sono completamente isolati. Come evidenziato dalle recenti parole polemiche di Eusebio Di Francesco, la situazione è quasi surreale:

Non si capisce più quale sia il metro e la cosa che fa più male è che non sai nemmeno a chi chiedere spiegazioni.

Durante l'incontro avvenuto a settembre tra gli arbitri e i tecnici, lo stesso Orsato aveva provato a rassicurare l'ambiente dichiarando che "il Var non è spento". Molti allenatori e dirigenti, però, continuano a nutrire forti dubbi, acuiti dalla mancanza di un canale di comunicazione trasparente e diretto in un momento della stagione particolarmente caldo per polemiche ed episodi in campo.

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