Alberto Polverosi mette a confronto i due esordi del tecnico e indica la strada per uscire dalla crisi: “Deve trasmettere carattere, solidità”
Focus VN - Da Dodò a Beto: Fiorentina, chi sale e chi scende con Vanoli
Sulle pagine del Corriere dello Sport, Alberto Polverosi mette a confronto il nuovo esordio di Paolo Vanoli con quello dello scorso novembre, evidenziando le inquietanti analogie tra le due Fiorentine.
Il precedente di Genova
Il nuovo esordio di Paolo Vanoli parte da Venezia, ma inevitabilmente richiama alla memoria quello dello scorso novembre a Genova. Polverosi sottolinea come un altro 2-2, questa volta contro il Venezia, permetterebbe almeno di “respirare”, viste le similitudini tra le due situazioni.
“Se il risultato del debutto del Vanoli 2 fosse come quello del Vanoli 1, i fiorentini potrebbero non sorridere, ma almeno respirare. Esordio in trasferta a Marassi, due a due contro il Genoa, gol di Gudmundsson e Piccoli. Era l’undicesima giornata, oggi si gioca la quarta e fra le due stagioni e fra le due Fiorentine c’è solo questa differenza, il tempo in più da sfruttare al massimo. Il resto è incredibilmente e tristemente simile, a cominciare dalla posizione in classifica: ultima, ultimissima per differenza-reti".
La differenza principale, secondo il giornalista, è il tempo a disposizione: Vanoli questa volta ha potuto lavorare qualche giorno in più, ma dovrà sfruttarlo al massimo.
La difesa da sistemare
Il primo problema individuato è quello difensivo. Nonostante gli investimenti estivi, la Fiorentina ha incassato nove reti nelle prime tre giornate, confermando le difficoltà già emerse nella passata stagione.
"Come un anno fa, la difesa (intesa come sistema) ha iniziato subito a imbarcare acqua. Paratici ha acquistato Dragusin (190 centimetri) per alzare la statura del reparto che nel campionato precedente prendeva un gol dietro l’altro sui calci piazzati. Nonostante le tre conferme consecutive (cambiava solo il partner, da Ranieri a Pongracic a Viery), Dragusin è stato il peggiore della difesa viola. Anche l’anno scorso, al debutto di Vanoli a Genova, la Fiorentina prese due gol (Ostigard e Colombo) sullo sviluppo di due punizioni di Martin. E’ il primo punto su cui il nuovo/vecchio allenatore viola deve lavorare".
L’attacco da costruire
Vanoli dovrà trovare nuove soluzioni per coinvolgere Pellegrino e Beto, ma anche chiedere maggiore produzione agli esterni.“Sul fronte opposto non va meglio. Un gol all’attivo in 270 minuti, anche in questo caso peggior attacco del campionato, come Genoa, Parma e Lecce. L’anno scorso Vanoli aveva almeno la speranza (poi rimasta tale) di recuperare Kean, il ragazzo dei 19 gol con Palladino, ora deve inventarsi qualcosa con due centravanti che non hanno mai sfiorato la quota di Kean. Deve trovare un modo per coinvolgerli nella manovra, un modo che non può essere l’eterno lancio lungo di De Gea per Pellegrino. Avrà bisogno dei gol delle ali, deve spiegare a Mastantuono che l’uomo o lo salta o è inutile, deve capire quanto possono dare Gonçalves, Njie e Gnonto".
Ma prima ancora degli schemi, secondo Polverosi, serve altro.
Dare uno spirito alla squadra
Il compito principale del tecnico sarà infatti restituire identità e carattere a una squadra apparsa troppo fragile nelle prime tre uscite.
“Ma prima di tutto deve dare uno spirito alla squadra, deve trasmettere carattere, solidità, la resa viola di queste tre partite non è accettabile. In questa operazione potrebbe aiutarlo la società. Che però, dopo la mareggiata che ha travolto il Parco Viola, si è ritirata nel suo scrupoloso riserbo".
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