Cosa aspettarsi da Arthur Atta e Vanoli studia una nuova soluzione tattica per questa Fiorentina

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Il momento della verità è arrivato. Arrivato a Firenze nella scorsa estate come uno dei colpi di spicco del direttore sportivo Paratici per una cifra complessiva che si aggira intorno ai quaranta milioni con bonus e percentuale sulla futura rivendita inclusi, Arthur Atta punta a diventare il fattore determinante per la risalita della Fiorentina.

La sua qualità principale non è un mistero. Con i sessantadue dribbling riusciti nella passata stagione, il centrocampista francese si è piazzato al quarto posto assoluto in tutta la scorsa Serie A, confermando una combinazione rara tra una stazza fisica imponente e un controllo di palla fuori dal comune.

Atta copertina

Il lavoro personalizzato e la ricerca della condizione

L'avvio di stagione del centrocampista è stato condizionato da un problema muscolare rimediato a inizio anno e da una condizione atletica non ancora al top. Nelle prime cinque partite disputate, infatti, il classe 2003 è rimasto in campo per novanta minuti soltanto nella pesante sconfitta interna contro il Frosinone.

Fino a questo momento, la sua eleganza e la falcata potente sono rimaste spesso confinate lontano dalla porta, frenate da un timore reverenziale o da un eccesso di prudenza sul quale aveva già lavorato in passato all'Udinese. Unica eccezione il lampo contro il Napoli, quando un guizzo dei suoi si è stampato sulla traversa a risultato ancora bloccato sullo zero a zero. Per sbloccarsi serve continuità e, chissà, magari una nuova collocazione tattica avanzata: Vanoli valuta infatti l'opzione di schierarlo sulla trequarti nel suo 4-2-3-1, inserendolo in un reparto offensivo completato da Goncalves e Mastantuono a supporto della punta centrale.

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