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GERMOGLI PH: 4 AGOSTO 2024 BAGNO A RIPOLI AL VIOLA PARK SI E' GIOCATA L'AMICHEVOLE ESTIVA TRA LA FIORENTINA ED IL MONTPELLIER NELLA FOTO KAYODE
Da talento lanciato dalla Fiorentina a uno dei giovani italiani più in crescita in Premier League. Michael Kayode continua a stupire in Inghilterra e, proprio ieri, è stato inserito ufficialmente nella shortlist della Premier League per il premio di “Young Player of the Season”, riconoscimento riservato ai migliori giovani del campionato inglese.
Un traguardo prestigioso per l’esterno classe 2004 oggi al Brentford, che in questa stagione ha collezionato ben 35 presenze, addirittura più di Gianluigi Donnarumma - arrivato al Manchester City soltanto a fine mercato - e persino di Sandro Tonali, protagonista di un’annata di altissimo livello con il Newcastle United.
Numeri che fanno inevitabilmente riflettere anche in casa Fiorentina, dove molti continuano a interrogarsi sulla scelta di lasciarlo partire così presto.
Nella prima parte dell’intervista concessa a Tuttosport, Kayode ha ripercorso le tappe della sua crescita, partendo dall’esperienza in Serie D con il AC Gozzano:
“A 16 anni è stata fondamentale per la mia crescita, soprattutto mentalmente. Mi ha permesso di affrontare il campionato Primavera con molte più certezze”.
Un percorso che poi lo ha riportato alla Fiorentina fino all’esordio in Serie A:
“L’esordio in Serie A è stata la gioia più grande della mia vita”.
Parole importanti anche per Vincenzo Italiano, tecnico che lo aveva lanciato stabilmente in prima squadra:
“Lo ringrazierò sempre. Mi ha fatto debuttare contro il Genoa e non me l’aspettavo. Ha idee innovative e può allenare benissimo anche in Premier League”.
Kayode ha poi spiegato quanto Italiano abbia inciso sulla sua crescita:
“Non mi ha mai fatto sentire arrivato, mi ha tenuto sempre sul pezzo. Mi ha lasciato un segno profondo”.
L’esterno ha parlato anche del suo addio alla Fiorentina, lasciando trasparire un po’ di amarezza:
“Avrei preferito lasciare il club in un altro modo. Con Italiano giocavo tanto, con Palladino le cose sono andate diversamente”.
Una situazione che ha portato, insieme alla società, alla scelta di separarsi:
“Anche il fatto di non aver giocato molto mi ha aiutato a fare uno step in più. Tutto serve”.
Infine, Kayode ha confessato di seguire ancora con attenzione la Fiorentina e di essere rimasto molto legato ad alcuni ex compagni:
“Guardo sempre le partite dei viola. Sono molto amico di Dodo, ma anche Mandragora, Bonaventura e Biraghi mi hanno aiutato tantissimo nel mio primo anno in Serie A”.
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