Dopo essere stato inserito nella shortlist della Premier League per il premio di “Young Player of the Season”, Michael Kayode si è raccontato nella seconda parte dell’intervista concessa a Tuttosport, parlando della sua esplosione con il Brentford FC, del sogno azzurro e anche delle voci di mercato che lo avvicinano alla Juventus FC.

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Kayode: “Futuro alla Juventus? Penso al Brentford. Qui voglio crescere”
“La Premier è la Disneyland del calcio”
—L’ex esterno della Fiorentina ha descritto così l’atmosfera che si vive in Inghilterra:
“La Premier League è la Disneyland del calcio mondiale: è tutto perfetto. Per strutture, qualità del gioco e dei giocatori non esiste un campionato più competitivo”.
Kayode ha poi spiegato come il calcio inglese esalti particolarmente le sue caratteristiche:
“Qui amo i duelli. In Italia c’è più tatticismo, ma la Serie A ti fa crescere tantissimo nella cura dei dettagli”.
“Doku impressionante, Haaland una macchina”
—Tra gli avversari affrontati in stagione, il classe 2004 ha indicato Jérémy Doku come il giocatore che più lo ha colpito:
“Impressionante per tecnica e velocità”.
Poi una menzione anche per Erling Haaland e Bruno Fernandes:
“Haaland è una macchina da gol, Bruno Fernandes ha una qualità incredibile nella gestione del pallone”.
“Italia prima di tutto”
—Nonostante l’interesse della Nigeria, Kayode non ha dubbi sul proprio futuro internazionale:
“Darò sempre la precedenza all’Italia”.
Il difensore ha raccontato anche di aver avuto contatti con Gennaro Gattuso:
“Abbiamo fatto una cena con i giocatori di Premier League. Mi sono sentito coinvolto anche senza convocazione”.
“Juve? Fa piacere, ma penso al Brentford”
—Negli ultimi mesi il suo nome è stato accostato anche alla Juventus, ma Kayode ha raffreddato ogni discorso di mercato:
“Non sto pensando al ritorno in Italia. Voglio crescere ancora qui”.
Pur ammettendo che l’interesse dei grandi club faccia piacere:
“Quando qualcuno parla bene di te è sempre gratificante”.
L’obiettivo immediato resta però il Brentford:
“Qui ho trovato una famiglia. Mi sembra di essere qui da dieci anni”.
“Difendere mi diverte più che attaccare”
—Infine, una curiosità tecnica sul suo ruolo:
“Se devo scegliere, preferisco difendere”.
Una risposta controcorrente nel calcio moderno:
“Nell’uno contro uno difensivo trovo tutto molto più stimolante”.
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