Altra parte dell'intervista di Nicolò Fagioli a Sportweek

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Nell'intervista rilasciata a Sportweek (PRIMA PARTE), settimanale allegato a La Gazzetta dello Sport, Nicolò Fagioli ha parlato anche del ritorno di Paoli Vanoli sulla panchina della Fiorentina:

Ho bisogno di fiducia da parte del tecnico e della società. Quando Vanoli è arrivato un anno fa mi ha subito parlato in faccia. 'Tutti dicono che sei un fuoriclasse, un fenomeno, ma poi, stringi, stringi, cosa hai fatto di così importante per essere descritto in questo modo?'. Quelle parole mi hanno smosso qualcosa dentro. Il primo mese non ho giocato tanto. Mi sono messo sotto, ho lavorato e mi sono conquistato il posto. L'obiettivo, ovviamente, è quello di non perderlo più.
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Sull'acquisto di Oulai e sui pensieri estivi relativi alla permanenza o meno a Firenze dice:

Quando a centrocampo prendono giocatori come Oulai o Atta è ovvio che la competizione si alzi, ma, è vero, nelle amichevoli estive avevo giocato poco e questa cosa un po' mi aveva destabilizzato. La mia testa, però, mi diceva di restare qua perché questa è una piazza che, se appena lotti per un traguardo prestigioso, ti carica in maniera pazzesca.

Assenza di cazzimma nella Fiorentina? Fagioli risponde così:

Sono cambiati tanti giocatori, all'inizio non è mai facile fare gruppo, soprattutto quando molti sono stranieri. Sono arrivati giocatori veramente forti e abbiamo la possibilità di diventare 'oni' (nella domanda l'intervistatore parla di Fiorentina troppo 'ina', cioè carina e bellina, ndr). Ci riusciremo se saremo squadra il più velocemente possibile. Ma in Serie A la qualità non basta, devi correre per il compagno, sacrificarti.

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