Adesso a Firenze la discussione è calda. Fuori dalla Conference League, con il solo obiettivo di conquistare la salvezza nel più breve tempo possibile, la quasi totale attenzione è già rivolta alla stagione che verrà. E proprio la sfida contro gli inglesi al Franchi ha dato una riprova confortante all’orientamento della Fiorentina su uno dei primi punti da discutere: a chi affidare la squadra del 2026-2027. In questi giorni è emerso ciò che pochi si attendevano: la conferma, da ratificare, di Paolo Vanoli.

Corriere dello Sport
CorSport insiste: “Ecco perché Paratici vorrebbe confermare Paolo Vanoli”
Nelle difficoltà immani di una stagione tremenda e pur con alcune sbandate evidenti, il tecnico che ha preso il posto di Stefano Pioli ha avuto il grande merito di portare la Fiorentina dall’ultimo posto in classifica all’attuale +8 sulle terzultime Lecce e Cremonese. E di ridare ai viola un’identità più definita, anche se il percorso è stato accidentato. Un lavoro eccellente che Fabio Paratici non vuole disperdere ripartendo da una nuova scommessa. Vanoli non poteva avere la bacchetta magica, si è trovato a confrontarsi con un gruppo impaurito e con un Kean dimezzato rispetto alla scorsa stagione,ma il suo lavoro è stato profondo e la testimonianza arriva anche dalle parole di stima dei giocatori nelle ultime settimane.
Il 2-1 al Crystal Palace, una delle migliori versioni stagionali della Fiorentina, ha dato una conferma importante: Vanoli ha ricambiato assetto (difesa a tre), ha pagato 20 minuti iniziali con alcuni errori, ma nonostante le assenze (Kean, Parisi, Dodo, Fagioli che per problemi intestinali ha dovuto abbandonare a fine primo tempo) si è preso la vittoria, inutile ma bella e applaudita dal Franchi (una svolta rispetto alle recenti contestazioni). Lo ha fatto con una gara in cui i viola hanno messo cuore e determinazione. L’impressione è che se Vanoli avesse avuto la squadra al completo sia all’andata che al ritorno, forse la Fiorentina avrebbe avuto qualche possibilità in più di giungere alla semifinale. «Il rammarico, semmai, è non essere riusciti a evitare errori individuali», ha spiegato il tecnico. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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