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CorFio rivela: “Paratici non si aspettava la multa UEFA. Le mosse sul mercato”
La multa da 6 milioni inflitta dalla Uefa alla Fiorentina non è stata un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta comunque una notizia pesante per Fabio Paratici, che non si immaginava l'arrivo della multa. Il nuovo ds aveva già compreso la complessità della situazione economica viola, ma questa sanzione arriva in un momento delicato, con un mercato in cui sarà necessario fare attenzione a ogni centesimo. I segnali di difficoltà erano emersi già la scorsa estate, quando il club aveva tentato una sorta di all in per puntare con decisione all’Europa League, o addirittura alla Champions.
La mancata qualificazione alle coppe europee ha privato la Fiorentina di circa 17-18 milioni di euro, risorse importanti per una società con ricavi lontani da quelli dei club di vertice. A pesare sono stati anche alcuni costi elevati: il rinnovo di Kean, arrivato a quasi 5 milioni netti, quello di De Gea da 3 milioni, l’ingaggio pesante di Pioli e gli stipendi, almeno in parte ancora a carico del club, dei tanti esuberi. Tutto questo senza ottenere i risultati sperati, fino a ritrovarsi in una stagione complicata e ben lontana dagli obiettivi iniziali.
La strategia di Paratici sembra quindi chiara: ridurre i costi senza rinunciare alla competitività, puntando su scouting, talento e rischi calcolati. L’esempio è Viery, pagato molto come cartellino ma con uno stipendio da circa 800 mila euro a stagione. La stessa logica riguarda profili come Koleosho, Oso del Siviglia, Thorstvedt e giovani come Fortune Egharevba, attaccante classe 2010 preso dal Verona, o Beldenti, difensore in arrivo dal Brescia. L’obiettivo è ricostruire patrimonio, anche attraverso le uscite: dagli esuberi come Beltran fino a giocatori costosi come Dodò, Gosens, Gudmundsson e forse De Gea, lasciando per ora a parte il discorso Kean. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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