Vanoli ha scelto la strada del difendersi, scelta saggia?
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La Fiorentina perde contro l’Inter dopo aver scelto un atteggiamento estremamente prudente, rinunciando quasi completamente alla proposta offensiva. Secondo l’analisi, il risultato resta onorevole soprattutto grazie alle parate di De Gea, mentre l’eventuale vittoria sarebbe stata largamente immeritata. Vanoli cambia strada rispetto alla prestazione coraggiosa contro il Como, inserendo Brescianini al posto di Gonçalves e cercando equilibrio attraverso una maggiore copertura. Di fronte, però, c’è il miglior attacco del campionato, con 21 gol nelle prime sette giornate, contrapposto alla peggior difesa: una sfida nella quale sarebbe stato forse più produttivo provare a sfruttare anche le fragilità difensive nerazzurre.
Il piano viola prevede un blocco bassissimo e una squadra stretta, per impedire i collegamenti con le due punte e spingere l’Inter sulle corsie laterali. Una scelta che porta però gli avversari stabilmente vicino all’area e costringe la Fiorentina a percorrere 60 o 70 metri per ripartire. Il primo tempo si chiude senza tiri viola nello specchio e con lo 0-0 difeso da due o tre interventi importanti di De Gea, protagonista dopo una settimana di discussioni. Nella ripresa gli episodi sembrano favorire la squadra di Vanoli: Jimenez segna un gol straordinario al primo tiro in porta, all’Inter viene negato un rigore su Thuram giudicato evidente dall’autore e i nerazzurri colpiscono due traverse in cinque minuti.
Nonostante queste circostanze, la Fiorentina crolla nel finale, subendo prima il pareggio e poi il definitivo 2-1, dopo aver assaporato un successo inatteso. Una dinamica opposta a quella della gara con il Como, nella quale una prestazione complessivamente positiva era stata penalizzata dagli episodi. La sconfitta di San Siro lascia quindi una riflessione sull’identità della squadra: un calcio così rinunciatario può occasionalmente portare punti e aiutare nella lotta salvezza, ma difficilmente favorisce la crescita. L’auspicio espresso è che questa impostazione sia stata dettata soltanto dalla forza dell’avversario, dalla classifica e dal desiderio di ottenere un risultato immediato. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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