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"Saranno famosi?": se lo chiede il Corriere Fiorentino in merito alla Fiorentina Primavera, laureatasi campione d'Italia pochi giorni fa contro il Parma. Il settore giovanile viola sta dando i suoi frutti (L'INTERVISTA AL RESPONSABILE VALENTINO ANGELONI), ma riusciranno i giovani a fare il salto dalla Primavera al calcio professionistico? E' questo il dilemma più grande. A tal proposito si legge sul quotidiano:
(...) La storia dice che in Italia per i giovani c’è poco spazio: riprendendo i tabellini delle ultime 3 finali scudetto (Sassuolo-Roma, Fiorentina-Inter e il Fiorentina-Parma di 2 giorni fa), oggi solo il romanista Pisilli ha un posto fisso in prima squadra. Un dato che racconta da solo quanti talenti sbattano la testa nel salto tra Primavera e calcio professionistico. La Fiorentina da tempo sta pensando alla squadra B e sta lavorando per una serie di accordi che permettano ai ragazzi viola di andare in prestito, magari in B o in C (vedi Rubino a Carrara o Antenucci finito addirittura al Las Palmas), per formarsi e tornare più forti: per avere la squadra B però il percorso è lungo (serve mettersi in lista e aspettare eventuali ripescaggi) e non sempre l’esigenza di far giocare i propri ragazzi si sposa con le priorità dei club in cui vanno in prestito. Il rischio insomma è disperdere il talento. Certo, le vittorie aiutano ad attirare le attenzioni e quest’estate i giovani viola (ma anche il loro allenatore Galloppa) avranno tante richieste. L’Avellino si è già mosso per Braschi e Kouadio, la Samp vuole tenersi Martinelli, ma offerte sono già arrivate anche per il terzino Balbo, uno dei fidi di Vanoli in prima squadra. Il problema però è la mentalità. In Italia c’è un freno, si considerano giovani i 20 o 21enni, mentre top club come Liverpool, Chelsea, City, Bayern o Arsenal lanciano 18enni in partite chiave e addirittura il Feyenoord ha fatto debuttare un 16enne.
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