"Ora: non si sa se questa sia stata davvero la gara della svolta, ma di certo oggi è difficile pensare a una Fiorentina senza l’ivoriano e il portoghese in campo"
VIDEO - Vanoli su Njie: "Sono stato criticato anche per questo. Ha esordito con me"
Stefano Cecchi, sulle pagine della Nazione, analizza la vittoria della Fiorentina contro il Sassuolo:
Il segno del destino? A occhio e croce sì. O meglio: anche un segno del destino. Perché non c’è dubbio che ieri la Fiorentina abbia avuto una grossa mano dal dio del calcio che dicevano chiamarsi Eupalla: il gol di Pellegrino nel momento più buio, quando la squadra sembrava sul punto di affogare; il ritrovarsi poi in vantaggio quasi senza aver mai spinto sull’acceleratore. Ma questa è solo una parte del racconto sportivo di ieri. Perché poi la Fiorentina la vittoria non l’ha intercettata per grazia divina, ma per le scelte di Vanoli con Oulai e, soprattutto, con Goncalves, che hanno cambiato il volto e l’anima della squadra. Meno pavida, più centrata. Meno imbelle, più risoluta. Ora: non si sa se questa sia stata davvero la gara della svolta, ma di certo oggi è difficile pensare a una Fiorentina senza l’ivoriano e il portoghese in campo. Che il detto «Dio ti aiuta, ma vedi di aiutarti anche da te» vale eccome anche nel calcio.
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