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FLORENCE, ITALY - MARCH 22: Moise Kean of ACF Fiorentina reacts during the Serie A match between ACF Fiorentina and FC Internazionale at Artemio Franchi on March 22, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Ernesto Poesio nel corso del suo intervento al Pentasport di Radio Bruno ha analizzato il finale di stagione viola tra campionato e Conference League. Le sue dichiarazioni:
"Speriamo che per Dodò non ci siano problemi seri. Quando è in forma incide sulle partite. Solomon? Ha dimostrato di saper saltare l'uomo, una qualità che in Italia non vediamo facilmente. Può darti quell'imprevedibilità che manca a questa squadra."
"La sfida con la Bosnia di Dzeko è molto curiosa: entrambi sono i trascinatori delle proprie nazionali. Kean è forte, poi sappiamo che possono esserci delle annate più complicate. L'ex Juventus ha affrontato una stagione difficile perché doveva confermarsi, ma le sue qualità sono evidenti. Quando sta bene fa reparto da solo; ha una potenza e una facilità di calcio che in Italia hanno in pochi. È il giocatore più forte della Fiorentina, il problema è riuscire a innescarlo a dovere. Spero che in questo finale di stagione possiamo vederlo come l'anno scorso. Eviterei di dividersi tra chi vorrebbe cederlo e chi tenerlo: dovremmo essere tutti dalla parte della permanenza, poi decideranno loro."
"Gudmundsson? Rischia il posto con Solomon. È stato molto altalenante in queste stagioni. Mi piacerebbe che l'islandese mettesse in difficoltà Vanoli nelle scelte, ma lui, a differenza di Kean, è un giocatore che non ha mai dimostrato nulla a Firenze."
"In Conference la Fiorentina ha il dovere di competere con le sue armi migliori. Dai quarti in avanti le difficoltà aumenteranno: vedremo come andrà l'andata a Londra. Non credo che la squadra sia tra le favorite, vista la brutta stagione vissuta, ma serve equilibrio mentale. Vanoli ha commesso degli errori, però la crescita del gruppo è anche merito suo. Se la classifica dovesse assestarsi, vorrei vedere un lato meno teso dell'allenatore. Alla squadra serve un po' di leggerezza."
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