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L’opinione: “Grosso non è un scommessa. Ecco dove lo avrei visto bene in Italia”

Alessio Vannini
Ecco le parole della firma di La Repubblica, Franco Vanni, su alcune vicende di casa Fiorentina e non solo

Franco Vanni, firma della Repubblica, è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per parlare di alcune tematiche di casa viola. Ecco le sue parole:

"Per come si erano messe le cose, a un certo punto è sembrato davvero che la Fiorentina potesse retrocedere. Poi, nell'ultima parte del campionato, le prestazioni hanno permesso di chiudere la stagione in modo dignitoso. La squadra era partita con ambizioni enormi, prima del brusco risveglio di inizio anno, caratterizzato da prove inspiegabili da parte di tutti i calciatori. L'annuncio di Grosso, che per me è il migliore tra i tecnici in attività ad aver vinto il Mondiale 2006, comprensibilmente non ha regalato subito entusiasmo alla piazza. Il tifoso della Fiorentina è scottato: pensavamo tutti che la squadra potesse lottare per le posizioni di vertice in Europa. È stata una stagione davvero anomala."

Grosso

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"Spero che l'ambiente viola si compatti attorno a Grosso prima dell'inizio del campionato. L'ex Sassuolo ha dimostrato di essere un grande allenatore: propone un bel calcio e ha un ottimo rapporto con i suoi giocatori, che sa tenere sempre sul pezzo, anche nelle partite con meno motivazioni. Parliamo di una persona eccezionale, molto colta, che parla quattro lingue e pensa al calcio 12/14 ore al giorno. Secondo me la rosa della Fiorentina non cambierà tantissimo; per questo un tecnico del genere, con una grande esperienza da calciatore e tanta fame, è perfetto: sa lavorare sulla testa dei giocatori. Inoltre, con un dirigente preparato come Paratici, credo che la Fiorentina si stia assestando su un buon livello."

"Non è una scommessa"

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Personalmente Grosso l'avrei visto bene anche sulla panchina del Milan. Per me non è affatto una scommessa, anche se viene inserito nella categoria dei giovani allenatori: il suo rodaggio lo ha già completato. Ha le spalle larghe e sa reggere le pressioni, ma quest'anno non avrà le pretese che ha dovuto subire Pioli nella passata stagione. Fattele le dovute proporzioni, potrebbe fare ciò che ha fatto Conte al Napoli. La società non deve mettergli fretta o pressione, ma chiedergli di costruire."