Bernardo Brovarone ha commentato così il dualismo Oulai-Fagioli e i temi di Fiorentina-Benevento

ACF Fiorentina v Benevento Calcio - Coppa Italia

VN - Questa è la Fiorentina di Grosso? Presto (non troppo) per dirlo

L'ampio successo per 4-1 ottenuto dalla Fiorentina contro il Benevento porta con sé spunti di riflessione legati non solo al campo, ma all'intero ambiente viola. Ospite ai microfoni di Radio Bruno, l'operatore di mercato Bernardo Brovarone ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sull'impatto dei nuovi acquisti, sulla gestione del gruppo e sul clima di rinnovata fiducia che si respira a Firenze.

L'identità di squadra e i singoli

"La squadra mi intriga nel senso che ci interessa avere un gruppo che gioca da tale e che scende in campo con dei valori importanti," ha esordito Brovarone. "Le individualità contano, ma le scelte di mercato sono decisioni che si rivelano nel breve periodo. I giocatori atletici e di personalità, come Valdepenas, mi piacciono veramente tanto."

Nicolò Fagioli

Un focus particolare è stato dedicato ai singoli, tra cui il giovane centrocampista Oulai: "È un personaggio che fa impazzire per come sta a centrocampo, perché è delizioso, un giocatore intelligente e sfrontato, forse anche troppo. Due settimane fa, nell'ultimo allenamento, si vedeva che serve inserire il calcolo del rischio nel suo modo di giocare. È un ragazzino che si prende troppe responsabilità nello stretto, con troppi uomini attorno, rischiando in situazioni che in un campionato di Serie A paghi. È tutto da correggere, non perché sia sbagliato, ma perché deve essere plasmato."

Un mercato d'impatto e il lavoro tattico

Brovarone ha poi promosso le ultime operazioni della società: "È stato un mercato bomba, è cambiata la Fiorentina. La sensazione è che in questa ultima fase di mercato si realizzerà davvero la creatura di Grosso. Ci sono ancora due o tre situazioni da sistemare, anche in uscita. C'è la curiosità di capire come andremo a giocare, se con due ali larghe o con due mezze punte dentro al campo. Questo è un punto interrogativo."

Sulla gestione del reparto di centrocampo: "Ci sono giocatori che dispiacciono, ad esempio Fagioli, che aveva negli occhi la voglia di capire dove andare. La Fiorentina ha fatto un'operazione importante con Oulai, un giocatore che va a prendere chiaramente il suo posto. Le caratteristiche sono diverse, ma sono quelle che servivano alla Fiorentina. Se giochi con Oulai e Atta a centrocampo, le qualità si miscelano bene. La Fiorentina ha bisogno di interdizione davanti alla difesa. Pensiamo a coprirci: non abbiamo un divario di qualità immenso rispetto agli altri, dobbiamo essere equilibrati e trovare un assetto compatto."

L'entusiasmo della piazza e il lavoro della dirigenza

"Mi piace tutto, mi sono divertito tantissimo," ha proseguito Brovarone. "È bellissimo vedere una tribuna in piedi ad applaudire il proprio direttore sportivo. Non so se a Firenze si vedeva una cosa del genere da quarant'anni. C'è un entusiasmo che nasce da questo capovolgimento sul mercato e dai segnali forti che la Fiorentina sta dando, non solo dal punto di vista economico, ma anche della sapienza calcistica. Firenze è una città che vive di calcio, qui si annusa quando si va nella giusta direzione. In questo momento la Fiorentina è la regina del mercato, ha ribaltato e corretto la rosa."

Sul match contro il Benevento: "Stasera era tutto sperimentale. Non hai visto una squadra già finita, hai visto una serie di individualità fare una buona partita insieme. Non ci sono ancora trame studiate, organizzate e ben definite, ma questo è fisiologico. In un gruppo di ottimi giocatori, l'allenatore e il direttore devono essere bravi a fare delle scelte trasparenti. Chi rimane dietro resta comunque un elemento valido. Un giocatore come Pongracic oggi è chiuso, ma ha un grande carattere. L'anno scorso, in una difesa che rinculava continuamente, soffriva; in una squadra più equilibrata e compatta può fare la differenza."

Lo spirito del gruppo e la crescita societaria

Brovarone ha evidenziato l'atteggiamento dei veterani e dei tifosi: "È bello vedere una curva che sta cambiando fisionomia. Il contesto è un cantiere aperto, arrivano dirigenti nuovi e si sta ricostruendo tanto. C'è la sensazione che stia germogliando qualcosa di sano, produttivo e con un futuro garantito."

Infine, un elogio a due difensori: "Voglio chiedere scusa a Mandragora e Ranieri. L'anno scorso si faceva fatica a difendere il reparto per vari motivi, ma l'attaccamento e la serietà professionale di questi due ragazzi fanno impressione. Alla Fiorentina hanno sempre dato l'anima. Ranieri garantisce una regolarità di rendimento indiscutibile, anche oggi ha fatto un intervento salvifico sullo 1-0."

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