Alessandro Bocci analizza le difficoltà della Fiorentina e indica nel centrocampo uno dei principali problemi della squadra.
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Ospite del Pentasport di Radio Bruno, Alessandro Bocci ha analizzato il momento della Fiorentina a pochi giorni dalla sfida contro il Como, soffermandosi sul calendario e sulle difficoltà emerse nelle prime giornate.
“Sono partite molto complicate, perché il Como ha vinto le ultime due partite a Firenze. L’Inter, a parte la sconfitta col Brugge, non mi pare che faccia molti prigionieri, mentre l’Atalanta mi sembra che si stia sistemando. Dopo ci sono Sassuolo e Juventus. Partite facili non ce ne sono mai e, da questo punto di vista, il calendario è difficile. Partire con il piede giusto sarebbe stato sicuramente meglio. Onestamente non mi aspettavo una partenza così sbagliata e un approccio così errato. Secondo me Vanoli ha sbagliato la formazione e l’approccio in queste tre settimane di sosta. Per me la madre di tutte le colpe è il centrocampo, che non copre abbastanza la difesa e non aiuta bene l’attacco. A vederlo sembra il centrocampo dell’anno scorso. Contro il Como, la soluzione più probabile sembra Ndour, Fagioli e Brescianini, che è effettivamente il centrocampo della scorsa stagione”.
Paratici doveva prendere un leader
Bocci ha poi espresso il proprio giudizio sul mercato della Fiorentina, condividendo la linea generale di ringiovanimento della rosa, ma criticando alcune scelte e soprattutto la mancanza di un elemento esperto in grado di guidare la squadra nei momenti difficili:
“Io sono d’accordo con la filosofia generale di Paratici di ringiovanire. Però non è che devi mandare via tutti i giocatori del vecchio ciclo perché ‘non ti stanno simpatici’. Io un giocatore come Mandragora l’avrei tenuto, non avrei mandato via Amatucci con quella facilità. Quello che conta, però, è che Paratici doveva prendere un giocatore leader. Grosso voleva Matic. Matic ha 36 anni: con un milione lo prendevi e cosa ti cambiava? Un giocatore di esperienza, in situazioni come quella di sabato, sa il fatto suo e sa gestire questi momenti. Fagioli per me non ha quelle caratteristiche per essere un punto di riferimento.
Adesso, se perdi altre due partite, torni in difficoltà. In linea di massima il progetto Paratici non mi dispiace, ma non mi piace come ha chiuso il cerchio, per ora. Il Como non mi sembra quello dell’anno scorso. Io ho fiducia per domenica e spero che la lezione sia servita. Non vedo perché non si possa lottare contro il Como. La squadra dovrà sicuramente sistemare l’equilibrio, dovrà essere più stabile perché con due gol subiti a partita retrocedi. Per me, oltre agli errori dei singoli, c’è un problema di squadra e di atteggiamento".
Sulla difesa e sull'attacco
Tra le questioni da risolvere c’è anche quella tattica. Per Bocci, la Fiorentina deve trovare un assetto che garantisca maggiore copertura, senza rinunciare alla capacità di spingere sulle fasce:
"Non so come mettere a posto la squadra, ma Vanoli deve capirlo. Sicuramente il centrocampo deve dare una mano in più perché non sta aiutando minimamente la difesa. Poi, per l’equilibrio della squadra, non mi sembra che la Fiorentina possa permettersi di avere due terzini di spinta che non hanno grandi doti difensive. Quindi l’idea della difesa a tre e mezzo mi sembra la scelta più giusta per mantenere l’equilibrio. Poi, se fossi in Vanoli, metterei Ranieri come terzino sinistro al posto di Viery, ma questa è la mia idea".
"Secondo me Pellegrino e Beto possono giocare insieme in un 4-4-2. Credo che Vanoli a Genova si aspettasse una partita più adatta a Beto, ma, a sentire le sue parole, sembra essersene pentito. Io, a oggi, darei fiducia completa a Pellegrino e comincerei a stabilire una gerarchia di partenza. Penso che Vanoli preferisca Beto per le caratteristiche, ma in questo momento Pellegrino è più pronto. Non si può sempre aspettare che un giocatore entri in condizione".
Su Gonçalves
Bocci si è soffermato anche sulle condizioni di Pedro Gonçalves, esprimendo qualche dubbio sulla sua condizione fisica e sul contributo che può dare alla Fiorentina in questo momento:"Io, onestamente, nello Sporting l’ho visto come un giocatore molto dinamico. Poi è vero che durante l’estate ha corricchiato e basta, però lui è arrivato il primo settembre e siamo al 16 ottobre: com’è possibile che non sia ancora in condizione? Io non so quale sia il problema. Anche sabato, appena è entrato in campo, la Fiorentina ha smesso di attaccare.
Poi ci vuole tempo, però, a differenza di Oulai, ho dei dubbi che per Pedro sia solo una questione di tempo. L’handicap grosso è l’assenza di Atta, e la sua mancanza rende ancora più pesante quella di condizione di Gonçalves. È chiaro che manca un po’ di qualità. Magari domenica può giocare un pezzo di partita più ampio."
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