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Bellinazzo: “Senza coppe e col Franchi ridotto, alla Fiorentina servono plusvalenze”

Fabio Paratici; Giuseppe Commisso
Marco Bellinazzo spiega la multa UEFA alla Fiorentina: lo sforamento del tetto del 70%, il peso dei lavori al Franchi e la strategia obbligata sul mercato
Alessio Vannini

Il giornalista del Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, ha parlato al Pentasport di Radio Bruno dei meccanismi del Fair Play Finanziario e ha analizzato i conti della Fiorentina. Ecco le sue parole:

Il Fair Play Finanziario si applica concretamente al mondo del calcio e ha visto la Fiorentina essere sanzionata dalla UEFA. Per capire meglio cosa significhi in soldoni la multa da 6 milioni di euro, dobbiamo guardare ai dati dell'anno solare 2025: la società viola ha violato il rapporto massimo del 70% tra ricavi e spese della rosa."

I due pilastri della UEFA

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"Questo parametro fa parte delle nuove linee guida varate dalla UEFA dopo la pandemia per andare incontro alle difficoltà dei club, e si basa fondamentalmente su due pilastri. Il primo è legato alla stabilità finanziaria e guarda ai tempi di esercizio: se prima erano ammesse perdite massime per 30 milioni in tre anni, oggi le cifre sono molto più stringenti. È il parametro violato ad esempio dalla Juventus, che ha subito una sanzione di 20 milioni di euro, di cui una parte sospesa grazie alla sottoscrizione di un settlement agreement triennale."

Come funziona la regola del 70%

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"Il secondo pilastro è la cosiddetta Squad Cost Rule. In sostanza, stabilisce che non si può spendere più del 70% di ciò che si incassa tra stadio, sponsor, diritti televisivi e plusvalenze per coprire i costi della gestione sportiva. In questo 70% rientrano gli ingaggi lordi dei calciatori, gli ammortamenti dei cartellini spalmati sugli anni di contratto e le commissioni dei procuratori. Fatto 100 il fatturato, insomma, non si può spendere più di 70 per queste voci."

La sanzione e le differenze con la FIGC

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"La UEFA ha stabilito che la Fiorentina ha sforato questo parametro. Attenzione a non fare confusione con l'indice di liquidità della FIGC, che utilizza finestre temporali diverse e che in Italia ha bloccato in passato il mercato di club come Lazio e Napoli. La norma UEFA non blocca il mercato, ma serve a misurare la salute finanziaria. Oltre alla Fiorentina, anche Napoli e Bologna hanno sforato questa percentuale, ma si presentano con utili di bilancio tali da poter assorbire l'impatto. Per i viola, invece, è scattata questa sanzione da 6 milioni."

L'impatto dei lavori al Franchi

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"Questa multa non impedirà alla Fiorentina di fare mercato, ma costringerà la dirigenza a una campagna acquisti intelligente e con paletti precisi, sfruttando in maniera importante le risorse generate dalle cessioni. Senza i ricavi dell'Europa e con i limiti legati alla capienza ridotta dello stadio Franchi a causa dei lavori di restyling, il club non ha la possibilità di far crescere i ricavi strutturali; in questa fase, anzi, gli introiti del botteghino sono destinati a diminuire. Di conseguenza, per far quadrare i conti nell'immediato e abbassare i costi sotto la soglia del 70%, la società dovrà contare soprattutto sulle plusvalenze."

La strategia per il mercato viola

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"La strategia dovrà focalizzarsi su profili mirati anche per una semplice questione di ottica finanziaria: comprare un solo giocatore da 15 milioni di euro comporta un costo di ammortamento a bilancio molto più sostenibile rispetto all'acquisto di tre o quattro giocatori da 5 milioni ciascuno che, sommati, peserebbero tantissimo sia a livello di cartellini che di monte ingaggi nell'anno solare."