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UDINE, ITALY - MARCH 02: Udinese manager Kosta Runjaic walks out on the pitch ahead of the Serie A match between Udinese Calcio and ACF Fiorentina at Stadio Friuli on March 02, 2026 in Udine, Italy. (Photo by Timothy Rogers/Getty Images)
Intervenuto nel corso del programma Viola su RTV38, Lorenzo Amoruso ha analizzato il momento della Fiorentina, concentrandosi soprattutto sul futuro tecnico e societario del club viola dopo una stagione vissuta a lungo in zona retrocessione.
L’ex difensore ha poi spostato l’attenzione sul ruolo di Fabio Paratici e sulle reali intenzioni della società: “Il problema adesso è capire cosa la società ha chiesto a Paratici quando lo ha investito del ruolo di direttore sportivo e del comando della parte tecnica della Fiorentina”.
Secondo Amoruso, il primo obiettivo affidato al dirigente sarebbe stato chiaramente la salvezza, ma ora servirà comprendere quali saranno le ambizioni future del club: “Da gennaio sei già partito con meno 30 milioni per Fabbian e Brescianini”.
L’ex viola ha poi sottolineato le difficoltà economiche e strutturali che il club dovrà affrontare in estate, soprattutto sul fronte della gestione della rosa: “Ti tornano 18 giocatori dai prestiti, tutti con stipendi importanti. E gli ingaggi della Fiorentina sono alti, non li piazzi facilmente”.
Amoruso ha evidenziato come sarà complicato pensare a una rivoluzione immediata: “Non è possibile vendere venti giocatori con gli stipendi che hanno”.
Da qui la sua idea sul percorso da seguire: “La Fiorentina quest’anno deve fare un piccolo passo, non può pensare di fare il salto triplo”.
Per Amoruso, la priorità assoluta dovrà essere costruire basi solide attraverso un’identità tecnica precisa: “Serve un allenatore che sappia fare calcio, giocatori funzionali all’allenatore e soprattutto mentalità e appartenenza, perché questa squadra ha dimostrato che la personalità non c’è”.
Infine, il messaggio ai tifosi e all’ambiente viola: “Il campionato della Fiorentina deve essere nella parte sinistra della classifica, ma senza l’ossessione dell’Europa. Prima bisogna imparare a fare calcio senza voli pindarici”.
E sull'ipotesi di un allenatore straniero: "Prendiamo Runjaic dell'Udinese. E' da due anni in Italia e un profilo con conoscenze internazionali".
Sulla stagione avviata alla conclusione: "Vanoli ha fatto cose che tutti avrebbero potuto fare. Non c'è mai stato grande possesso e la sensazione di poter vincere ogni partita. Le uniche cose che sono cambiate sono la forma fisica e la fortuna".
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