Intervenuto nel programma Viola su RTV38, Alfredo Aglietti ha analizzato la stagione della Fiorentina e il lavoro svolto da Paolo Vanoli, tra salvezza raggiunta e riflessioni sul futuro.

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Aglietti: “Vanoli qualche merito ce l’ha, ma parlare di capolavoro è eccessivo”
“Non dare dei meriti a Vanoli sarebbe ingeneroso”, ha spiegato Aglietti, riconoscendo comunque il contributo dell’allenatore viola nella permanenza in Serie A: “Qualche merito ce l’ha anche lui”.
Allo stesso tempo, però, l’ex tecnico ha ridimensionato il peso del risultato ottenuto: “Parlare di capolavoro mi sembra eccessivo, perché la Fiorentina si sarebbe salvata per manifesta inferiorità delle altre”.
Secondo Aglietti, infatti, il livello molto basso della quota salvezza confermerebbe questa lettura: “Ti salvi con 33-34 punti, quindi credo che la Fiorentina si sarebbe salvata a prescindere”.
L’allenatore ha poi commentato anche alcune dichiarazioni recenti arrivate dall’ambiente viola, giudicandole poco opportune: “In questo momento forse era meglio evitarle, sia da parte della società sia da parte dell’allenatore”.
Per Aglietti sarebbe stato più utile assumersi le responsabilità della stagione: “Sarebbe stato più intelligente fare un mea culpa, chiedere scusa e riconoscere che quest’anno in tanti hanno sbagliato”.
Nel corso dell’intervento, Aglietti ha sottolineato anche la differenza vista tra alcune recenti prestazioni della squadra, citando il pesante ko contro la Roma e la gara contro il Genoa, definita “non una partita vera”.
A suo giudizio, alcuni episodi sarebbero emblematici del momento della squadra, come “il cross di Dodò al novantesimo”, considerato simbolico delle difficoltà tecniche e mentali vissute dal gruppo.
Infine, Aglietti ha spostato l’attenzione sul futuro e sul lavoro che attende la dirigenza, a partire da Fabio Paratici: “Andrà fatta un’analisi molto profonda di tutta la stagione”.
Secondo l’ex tecnico, le ultime gare potrebbero ancora avere un valore simbolico, soprattutto la sfida contro la Juventus: “Può essere una motivazione quella di andare a Torino a dare fastidio alla Juve e togliersi almeno una piccola soddisfazione finale”.
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