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Rugani: “A disposizione col Pisa. Fagioli e Kean cresciuti e più maturi”

Paolo Poggianti Redattore 
Prende la parola Daniele Rugani in conferenza stampa. Il difensore arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus

Oggi è giorno di presentazione ufficiale in casa gigliata. A distanza di due settimane dalla chiusura del mercato, prende la parola Daniele Rugani in conferenza stampa. Il difensore, classe '94, è arrivato in prestito con obbligo di riscatto condizionato dalla Juventus. Non è ancora sceso in campo perché alle prese col recupero da un infortunio. Le sue parole dalla sala stampa:

"Ci tengo a fare un ringraziamento alla famiglia Commisso che mi ha permesso di essere qua oggi. Hanno vissuto un grave lutto di recente, ma si sente la loro vicinanza e l'attaccamento a questa maglia. E ovviamente, se sono qua, al direttore Goretti e al direttore generale Ferrari".

Che giocatore arriva a Firenze? "Più grandicello ed esperto. Ho vissuto momenti belli e altrettanti di difficoltà che mi hanno fatto crescere come uomo e calciatore. Giocatori di belle speranze e prospettive, sono qua per dare il mio contributo in campo certo, ma anche professionalità dentro e fuori dal campo. Sono molto felice di essere qua e non vedo l'ora di dare una mano".

Infortunio? "Vengo da un momento complicato con due infortuni fastidiosi, sono dieci giorni che sto facendo un lavoro doppio ogni giorno per essere a disposizione già lunedì col Pisa per dare una mano. Sto ogni giorno meglio e devo ringraziare lo staff che mi ha dato una grande mano. Mi fa stare tranquillo il fatto che ora mi sento bene".

Paratici ha detto che sono "sottovalutato"? "A 31 anni la mia carriera può ancora dare molto, entrano in gioco i fattori di esperienza e non solo. Ringrazio il direttore Paratici e cercherò di rispondere a questi complimenti sul campo. Non vedo l'ora di dare una mano a questa squadra, non me l'aspettavo di lasciare la Juventus, ma il calcio è così. C'è stata questa opportunità l'ultimo giorno e ho deciso di seguire questo istinto, l'intuizione che ho avuto".

Paratici? "Il direttore non l'ho sentito prima, solo Goretti e Ferrari ma ovviamente sapevo sarebbe arrivato. È una grandissima gioia incontrarlo e ritrovarlo qua. C'erano altre situazioni in ballo, ma sono contento che si sia concretizzato il mio trasferimento qua. Sono consapevole della situazione che ho scelto, a volte le sensazioni fanno la differenza. La cosa che mi ha acceso le motivazioni e sentirsi vivo, rimettersi in gioco e dimostrare. Mi sento un giocatore che può fare ancora tanto, sto bene. Mi trovo in un club prestigiosissimo, tra i più importanti d'Italia".

Continuità? "È importante e va perseguita, consapevoli della situazione per raggiungere l'obiettivo che è troppo importante. Ogni partita è come una finale e non bisogna montarsi la testa dopo la vittoria di Como. Ce lo ricordano tutti i giorni il mister e il direttore. Adesso tutti insieme verso la continuità di risultati e prestazioni che sono quelle che fanno la differenza".

Fagioli? "Mi sono sentito con lui prima di arrivare, ho ritrovato un giocatore maturato e cresciuto calcisticamente e fuori dal campo. Ho visto un giocatore che ha aggiunto delle cose che prima non aveva, si vede il grande lavoro che sta facendo il mister su si lui. Sta facendo una stagione ottima, è un giocatore forte e sarà importante da qui alla fine. Nicolò è un giocatore che muove nella squadra".

Kean? "Moise per questa squadra è decisivo, è troppo importante. Quando gira lui lo fa anche la squadra. Anche lui l'ho cresciuto e maturato, sta facendo un po' più fatica di segnare rispetto all'anno scorso, ma da quando sono arrivato ne ha già fatti due. Speriamo sia di buon auspicio".

Leadership difensiva? "Mi sta chiedendo proprio questo il mister, sono cresciuto con questa mentalità e me la porterò fino alla fine della carriera. Sono un difensore che vive di queste cose, cercherò di trasmettere questo ai miei compagni e al reparto. È un lavoro da parte della squadra che necessita di un miglioramento, nelle ultime partite un passo in avanti c'è stato".

Mentalità? "Son abituato a mettere la testa nel carrarmato e fare la guerra. Quello che ha detto il direttore deve essere il mantra per portare il risultato a casa e centrare gli obiettivi. Al di là di questo che è un anno a sé stante, qua ci sono le basi per costruire grandi cose".

Fuori dalla lista Conference? "È stata una decisione condivisa col mister e lo staff medico. Sono fuori da un po' e devo lavorare per ritrovare la migliore condizione. Abbiamo deciso di approfittare di ogni momento per lavorare e mettere benzina nel serbatoio. La Fiorentina negli ultimi anni si è regalata notti speciali in questo trofeo. In squadra ci sono tanti ragazzi che daranno il massimo in questa competizione, sono sicuro che ci sarà da divertirsi".