Verso il primo vero test per Vanoli, che poi avrà modo di lavorare sulla sua vera Fiorentina versione 2
VIDEO - Njie: "Vi racconto la mia storia con Vanoli. Nessuno come lui"
Sarà perché si è ritrovato nella miglior posizione possibile, sarà perché c'è sempre un retrogusto particolarmente gradevole nell'essere richiamati da chi non ti voleva più. Oppure chissà. Sarà perché davvero è innamorato di questa banda di ragazzi pieni di talento e sa di avere per le mani la rosa più forte con la quale abbia mai lavorato. Sarà quel che sarà, e in fin dei conti non è nemmeno così importante. Quel che ci interessa, e ci fa un gran piacere, è che il Paolo Vanoli 2.0 è molto ma molto diverso da quello un po' burbero e travestito da guerriero in missione contro tutto e tutti che era piombato a Firenze nel novembre scorso. Certo, allora doveva attraversare un mare in tempesta, ma forse lui per primo si è accorto che oggi essere allenatore di successo significa (anche) comunicare il meglio possibile.
E' un altro Vanoli
Basta pensare agli interventi post partita per capire di cosa stiamo parlando. Il Vanoli di oggi analizza, approfondisce, spiega. Soprattutto: sorride. La sensazione insomma, è che sia davvero felice ed entusiasta di questa avventura ed un gruppo, in qualsiasi contesto, percepisce immediatamente quali siano i sentimenti del “capo”. Non è un caso insomma se con Grosso questa squadra pareva “morta”. Evidentemente, i calciatori per primi, avevano annusato tutti i dubbi, le perplessità e perché no, le paure, del loro allenatore. Per questo, l'abbiam detto e lo ripetiamo, l'essere intervenuti subito è un merito grande (quasi) come l'errore fatto ad inizio estate. Quando si dice dell'importanza di avere al timone uomini di calcio insomma, intendiamo questo. Perché chi conosce questo sport annusa e capisce certe situazioni e, quindi, interviene. Meglio così insomma, anche se resta un pizzico di rimpianto e rammarico per la scelta iniziale. Per esser molto chiari: resta il dubbio di cosa sarebbe potuta essere questa Fiorentina con un allenatore di primissimo piano. Ma chissà. Magari Vanoli mi/ci smentirà, e insieme ai viola farà un altro e decisivo salto di qualità.Arriva Allegri
Nel frattempo, a Firenze, arriva il Napoli. Una squadra teoricamente forte, ma alle prese con tanti infortuni e con un allenatore tanto grande (non mi sentirete mai negarlo) ma che fatica da matti a mettersi al passo coi tempi. Il test è difficile, e sicuramente importante per capire quanti e quali siano i reali progressi della Fiorentina, ma per quanto mi riguarda tutt'altro che insuperabile. “Basta” scendere in campo con coraggio, aggressività, sfacciataggine e con quel sorriso di cui parlavamo prima e, ne siamo certi, la squadra di Allegri andrà come minimo incontro ad un pranzo (si gioca alle 12.30) duro da digerire. Una grande occasione insomma, prima che la sosta dia al mister l'opportunità di fare quel lavoro in profondità che, ovviamente, non ha potuto fare in estate.La svolta tattica
Parlo per esempio del modulo, visto che ho la sensazione che si vada sempre più verso il 4-2-3-1, così come della fase difensiva dei terzini o della condizione atletica di alcuni interpreti (Atta su tutti) che possono e devono garantire un altro salto di prestazione. Prima però, come detto, il Napoli. Con un obiettivo: regalare al Franchi la prima gioia della stagione in campionato. E una consapevolezza: questa Fiorentina, nella gara secca, se la può e se la deve giocare a petto in fuori con qualsiasi avversario. Non vuol dire che può vincere con tutti. Vuol dire far proprio lo spirito della città e, ne siamo certi, del nuovo Paolo Vanoli.© RIPRODUZIONE RISERVATA