Vanoli e Palladino dovevano animare lo scontro tra presente e passato della Fiorentina, e lo hanno fatto. Solo che dopo il fischio finale hanno preso il pennello e hanno cominciato a disegnare uno scenario che - mettiamo subito le mani avanti - al momento ci sembra utopico, ma che ci ha dato da pensare. Palladino, con la dichiarazione della serata, ha ammesso che gli piacerebbe un domani tornare a Firenze per continuare il lavoro interrotto bruscamente un anno fa; Vanoli, dal canto suo, ha scherzato sul fatto che potrebbe essere anche lui a rifiutare un'eventuale permanenza in viola, se non percepisse condizioni adatte.

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No di Vanoli, Palladino bis: non ciò che meritiamo, ma quello di cui avremmo bisogno
Utopia(?)
—Le probabilità che queste cose accadano singolarmente, cioè che Vanoli rifiuti di restare e che Palladino un giorno torni, sono basse di per sé, ma sono infime se vogliamo concatenare i due eventi e collocarli nell'imminenza, E questo non solo perché Palladino è molto apprezzato dal Napoli, che lo valuta assieme all'altro ex viola Italiano per il post Conte; ma anche e soprattutto perché una fetta del tifo gigliato, nella ormai classica polarizzazione fra guelfi e ghibellini, è subito esplosa nei commenti sui nostri canali rifiutando lo scenario del ritorno del tecnico di Mugnano.
Eppure Palladino...
—Che poi i ritorni, a Firenze soprattutto, non è che abbiano mai funzionato granché. Però sospendiamo un attimo il pensiero critico che ci porta a ritenerla un'utopia e mettiamo che ci sia un fondo di fattibilità in tutto questo, uno spiraglio da cui partire: la Fiorentina, lo abbiamo già detto, si trova a fare i conti con una rosa estremamente svalutata e con un mercato appesantito da passivi pesanti tra estate ed estate. Palladino conosce gran parte della rosa ed è proprio lui che l'ha portata ai picchi dai quali il valore di molti è crollato in stagione. Il materiale di base, in sostanza, non sarebbe da rivoluzionare. E poi, anche all'Atalanta, il tecnico ha fatto il suo lavoro: l'ha presa tredicesima e la lascerà (con ogni probabilità) settima, con la proiezione sulle 38 partite che dice sesto posto.
Il Cavaliere Oscuro
—Ambizione, legame già consolidato col gruppo, competenza: bisogna ammettere che sarebbe difficile pescare un allenatore migliore di Palladino in questo preciso momento storico. Poi subentrano tutte le altre valutazioni sui piani ambientale e caratteriale che fanno propendere anche chi scrive per un no, ove anche fosse possibile sedersi a parlarne. Non ci meritiamo che sia Vanoli a dover fare un passo indietro come ha fatto a suo tempo Iachini. Servirebbe freschezza, servirebbe ripartire. Non ci meritiamo, per fare riferimento una frase che Batman: il Cavaliere Oscuro ha inciso nelle menti di tante persone, il ritorno di Palladino. Ma da un punto di vista squisitamente tecnico, effettivamente è quello di cui avremmo bisogno.
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