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VIOLA NEWS esclusive shot on target E se fosse la Fiorentina a non essere in grado di tenere il passo di Vanoli?

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E se fosse la Fiorentina a non essere in grado di tenere il passo di Vanoli?

Vanoli
Vanoli-Fiorentina, un rapporto che sembra in continua evoluzione: ora è il tecnico che ha l'iniziativa nei confronti della società
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

Il titolo di oggi non cela un'affermazione, ma va letto per quello che è: un dubbio. Chi scrive, infatti, rimane convinto di quanto possa essere rischioso andare avanti con Paolo Vanoli, esponendo la gratitudine che gli si deve al rischio di essere macchiata da una stagione che parte da zero, con rinnovata e giustificata voglia di tornare in alto. Eppure c'è da registrare che i contatti con Fabio Grosso sono fermi e di alternative equipollenti in termini di temperatura ad oggi non ce ne sono.

Tutto in divenire

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Il mercato è materia fluida, tutto può cambiare in poche ore, ma se la ferma volontà della Fiorentina fosse stata quella di congedare Vanoli, allora qualcosa sarebbe uscito già nella settimana che si avvia alla conclusione. Questo non vuol dire che le cose non cambieranno, ma sicuramente che una decisione non è ancora stata presa, magari per mancanza di un'alternativa forte che accetti il progetto con tutti i paletti dai quali sarà inevitabilmente viziato.

Non è un segreto: fare tabula rasa sarà difficilissimo, i giocatori hanno quasi tutti perso valore, non c'è più la Conference a fornire una vetrina europea, per quanto di terzo livello, e c'è un -60 milioni, ereditato dalla scorsa estate, con cui fare i conti partendo da un altro -30 scarso derivante dai riscatti automatici di Brescianini e Fabbian.

Si sta ribaltando la situazione

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Allora ecco che i rapporti di forza, in questo ideale braccio di ferro tra Vanoli e la dirigenza viola, potrebbero cambiare: forte della grande vittoria contro la Juventus, nella partita più sentita da tutto il mondo viola, il tecnico varesino ha usato la leva della testa sgombra e capitalizzato la crisi dei bianconeri (ricordiamoci che hanno pareggiato 1-1 col Verona già retrocesso...) per lanciare un segnale. Anzi, più di uno: "Adesso mi prenderò un po’ di riposo: non sarò io a rincorrere la società. Bisogna capire quali saranno gli obiettivi". E ancora: "Decide la società, ma se dovessi rimanere vorrei una Fiorentina di alto livello".

Vanoli, fino a prova contraria, non ha mai sbagliato una stagione, o fallito un obiettivo, da quando allena, fino a questa salvezza a suo modo storica: Spartak con una coppa; Venezia con la promozione; a Torino, l'anno scorso, era partito a razzo e sembrava poter fare cose enormi, quindi la sua cacciata può ingannare, ma il suo campionato alla fine è stato in linea con la storia recente granata, non si può certo parlare di fallimento. Che invece ha imposto quasi certamente a Spalletti, con tanto di seduta di analisi prenotata dopo l'episodio di alta tensione con Gudmundsson e le interviste coi nervi a fior di pelle nel post gara.

Fiorentina, che fai adesso?

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Vanoli, per parafrasare, ha chiesto che la sua (professata) ambizione venga sposata. Se la sua Fiorentina, in futuro, sarà capace di giocare come oggi, senza disastri precedenti cui riparare, non sarebbe male: nessuno, tuttavia, ha la sfera di cristallo. Bisogna basarsi su quel che si vede ogni giorno all'interno del centro sportivo, più che su una stagione che ha imposto un regime alterato. Ora la palla passa alla Fiorentina: la società gli risponderà rilanciando e ingaggiando un tecnico dal volume calcistico maggiore? Raccoglierà l'assist procedendo alla conferma del tecnico e organizzerà la sua linea nel nome della continuità, chiedendo pazienza ad una piazza che da tempo si è espressa nella sua maggioranza? Oppure temporeggerà ulteriormente, lasciando che sia proprio Vanoli a fare la prima mossa?