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Il clima attorno a Fortini è saturo: che sia (diventato) necessario cederlo?
Un 4,5, il voto più basso nelle pagelle di una serata mogia, e un riferimento diretto, pur senza essere nominato, nell'intervista post partita dell'allenatore. Forse è il momento più basso della stagione di Niccolò Fortini, l'esterno classe 2006 promosso dopo una bella preseason e impiegato con una certa continuità anche a gara in corso tanto da Pioli quanto da Vanoli in questa misera annata.
La Fiorentina esce dalla Coppa Italia al primo colpo, e c'è chi non ne sarà così devastato dato che la priorità è e deve essere il mantenimento della categoria, ma il percorso verso la finale di Roma era corto e poteva essere un buon modo per lasciare qualcosa di buono agli annali alla voce 2025/26. Niente da fare, se ne riparla ai playoff di Conference League contro i polacchi dello Jagiellonia.
Quello che ha detto Vanoli in conferenza stampa ("Per salvarsi bisogna saper soffrire e noi non lo sappiamo fare") è talmente lugubre che merita approfondimenti a mente più fredda: noi ora ci sentiamo di sottolineare come quello che obiettivamente è stato il peggiore in campo contro il Como sia un ragazzo da preservare, non necessariamente tenendolo a questo punto.
Già, perché Fortini ha il contratto in scadenza nel 2027, e fino a prima di Capodanno si parlava placidamente di rinnovo, poi è arrivato il mercato, è arrivata la notizia dell'insediamento di Fabio Paratici, e sono arrivate Roma e Napoli a bussare alla porta mentre i discorsi sul prolungamento si sono arenati. Ora, è plausibile, per non dire evidente, che il ragazzo sia sotto pressione, sia per la situazione generale della Fiorentina, mica da ridere per un ventenne, sia per i mugugni che cominciano ad arrivargli addosso ai suoi errori, allo stadio e nei commenti qui su VN. Meritati, per carità, ma parte di una spirale negativa dalla quale Niccolò e la Fiorentina possono uscire in due modi.
Opzione uno: Fortini si cede, si fa cassa, si prende un nuovo esterno (oggi è uscito il nome di Walker-Peters, ex Tottenham che milita nel West Ham) e si permette al ragazzo di respirare aria nuova, resettare e continuare a crescere. Opzione due: Fortini si tiene, e se si tiene va rinnovato il prima possibile - come ci risulta essere nelle intenzioni - ma soprattutto qualcuno, magari lo stesso Paratici, deve presentarsi in conferenza stampa e dichiarare che la Fiorentina si fida ciecamente di Fortini e che c'è tutta l'intenzione di andare avanti insieme. Proteggere un patrimonio del club, nulla più e nulla meno.Tertium non datur, ovvero non c'è una terza opzione, perché se Fortini resta a Firenze nel silenzio continuerà ad essere una presenza ambigua a pochi mesi dalla scadenza di contratto. Un finale che in molti preferirebbero evitare per una storia che era iniziata con i migliori auspici.
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