Violanews ha contattato Cesare Prandelli, uno che di panchine e di vittorie se ne intende, soprattutto per quanto concerne quelle gigliate
VIDEO VN - Frey su Vanoli: “Ha fatto un’impresa. Sul suo ritorno l’avevo avvertito”
Cesare Prandelli, uno che di panchine e di vittorie se ne intende, soprattutto per quanto concerne quelle gigliate. Violanews ha contattato l'amatissima ex guida dei viola per fare il punto sulla Fiorentina odierna e non solo. Ecco le sue parole.
Innanzitutto, ci racconti un po' come sta: cosa fa oggi senza il calcio?
"Ho la fortuna di avere cinque nipoti, e quindi faccio il nonno. Purtroppo non a tempo pieno, perché due vivono all'estero, però insomma, in linea di massima faccio il papà e il nonno. E poi, che dire, taglio l'erba, faccio l'olio e faccio un po' queste cose qua. E mi diverto a guardare le partite, le guardo tutte, e quindi la passione è rimasta, la passione del calcio".
E allora parliamo di calcio e di Fiorentina. I viola quest'anno non sono partiti benissimo, poi c'è stata una scossa con il ritorno di Vanoli. Secondo lei come mai inizialmente questa squadra ha avuto questa partenza con Grosso?
"È difficile da capire. Forse c'è stato qualche problema nella preparazione, forse alcuni giocatori sono arrivati troppo all'ultimo momento per poter assemblare una squadra che potesse avere un certo equilibrio. Forse ci voleva un po' più di tempo come in tutte le cose. Credo che Paolo Vanoli, invece, sia arrivato nel momento migliore per semplificare un po' tutto e dare un compito ben preciso alla squadra. Grosso non ha avuto il tempo, questo è certo. Il suo esonero? Io non penso che Paratici abbia deciso da solo, ma che sia stata interpellata tutta la società. È chiaro, però, che se tu hai una squadra molto tecnica — ed io considero la Fiorentina una squadra molto tecnica — è imprescindibile avere una pressione costante. Tutti han detto "Manca l'anima, manca il carattere, manca la personalità, la linea difensiva non sale", e in parte è vero, mancava la cattiveria e l'aggressività. E in queste ultime due partite, da questo punto di vista, la squadra è migliorata con Vanoli".Quindi Vanoli è riuscito a dare la scossa che ci voleva?
"Vedremo. Paolo sicuramente è stato bravo perché ha semplificato un po' il tutto secondo il mio punto di vista. Con Grosso, probabilmente, la condizione sarebbe stata migliore dopo una settimana di lavoro in più. Anche perché non riesci mai a capire all'inizio della stagione se il problema è una condizione fisica, se è una condizione mentale, o se è una predisposizione. Io dico che, a prescindere da tutto questo, la Fiorentina è una squadra, da un punto di vista tecnico, davvero molto interessante, però deve pressare sempre. Soprattutto se sono giocatori tecnici, li devi far pressare in avanti. A maggior ragione, se poi a correre indietro in difesa fanno molta fatica e molta confusione".Per quanto riguarda invece i reparti, e in particolar modo quello offensivo, Vanoli ha detto che ha la fortuna di avere due attaccanti con caratteristiche diverse come Pellegrino e Beto. Lei a suo tempo dette fiducia invece a un giovanissimo Vlahović, lo lanciò titolare. Qui si parla di attaccanti non giovanissimi come lo era il serbo ai tempi, però lei, se fosse Vanoli, in questo caso cosa farebbe? Li alternerebbe oppure cercherebbe di stabilizzare di più le gerarchie lì davanti?
"Innanzitutto, io cercherei di andare a valorizzare i giocatori che fanno la differenza. E i giocatori che fanno la differenza sono giocatori che hanno la capacità nell'uno contro uno, giocatori che ti danno la superiorità numerica anche per pochi istanti, quindi è inutile far dei nomi. Non sono le due punte. Le due punte, invece, le terrei proprio in competizione tra di loro. Io proprio metterei una competizione sana, bella. Uno subentra all'altro, oppure in certe partite puoi giocare anche con tutti e due, togliendo magari una mezza punta. Però in questo momento io cercherei di valorizzare le caratteristiche degli altri. Il profilo di Pellegrino e di Beto è ben preciso, sono punte centrali, punto. Quindi una sana competizione potrebbe giovar loro, mentre gli altri giocatori devono dare molto, ma molto di più e mettere in mostra quelle qualità che gli si riconosce".Parlando invece del prossimo impegno contro il Genoa — lei tra l'altro è un doppio ex in panchina dei rossoblù e dei viola — come pensa che dovrebbe affrontarlo la Fiorentina per quanto riguarda l'aspetto tattico e quello mentale? E poi, per quanto riguarda il Genoa: come mai, secondo lei, questa brutta partenza in campionato?
"Io faccio riferimento sempre alle parole degli allenatori dopo la gara, o il giorno dopo, o durante la settimana. De Rossi dice: "Sì, sono in una situazione dove tutti mi stimano, tutti mi vogliono bene, però io vorrei salire di più, vorrei dare di più a questa squadra". E questa sosta, secondo me, sarà una sosta molto interessante per tante squadre. Le squadre dovranno dimenticare assolutamente quello che han fatto fino adesso, ed a mio avviso si ritroveranno con un modo diverso di interpretare le partite. Quindi, il Genoa potenzialmente è una squadra che ti può mettere in difficoltà, perché è una squadra che ha carattere, ha personalità, e ha tre o quattro giocatori che possono ribaltare le azioni velocemente. Mentre la Fiorentina, ovviamente, deve migliorare da quel punto di vista, e sarà una bella partita per quanto concerne l'aspetto tattico per cercare di capire se una delle due squadre accetta di prendere la metà campo avversaria e dare magari anche 20, 30, 40 metri di contropiede. Allora, lì deve essere brava la Fiorentina a fare le chiusure preventive. E poi, non devi snaturare questi giocatori: i giocatori dei viola sono giocatori offensivi, son giocatori che se conquistano palla vicino alla porta ti fanno male".Un'ultima domanda secca: dove può arrivare questa Fiorentina in questa stagione?
"Potenzialmente tra le prime sei in classifica. La potenzialità c'è, non ci sono più scuse. È tornato l'entusiasmo, c'è la voglia di fare. Firenze quando capisce che la squadra gioca, lotta, è come se ti mettesse non uno, ma due uomini in più in campo. Quindi anche i sogni si possono realizzare, anche da subito, anche se è un progetto interessante che va al di là di una singola stagione. Però già alla prima, secondo me, la Fiorentina potrebbe fare veramente molto bene".Scarica la nuova app Viola News
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti
Tutti
Leggi altri commenti