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Tre punti e quattro indizi: ecco cosa ci ha lasciato Fiorentina-Cremonese

Tommaso Ormini

Non accadeva da Pisa–Fiorentina dello scorso 28 settembre: i viola sono finalmente riusciti a mantenere inviolata la porta di David De Gea (la prima volta al Franchi in Serie A quest'anno). Un dato tutt’altro che banale, soprattutto considerando il periodo attraversato dalla squadra. La Cremonese, infatti, è riuscita a rendersi pericolosa solo a sprazzi, senza mai dare la sensazione di poter davvero mettere in difficoltà la retroguardia gigliata.

Merito di una prova difensiva complessivamente ordinata, nella quale la squadra di Paolo Vanoli ha concesso poco campo e poche soluzioni agli avversari. Il clean sheet, però, non è arrivato senza brividi: decisivo è stato anche un grande intervento dello spagnolo sulla punizione di Vazquez, che ha evitato una beffa nel momento più delicato del match.

Un segnale importante, perché la solidità difensiva è spesso il primo mattone su cui costruire una ripartenza credibile. E, in una fase della stagione in cui ogni dettaglio conta, tornare a non subire gol può rappresentare un indizio tutt’altro che secondario per il futuro della Fiorentina.