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l'interrogativo

Palladino, Vanoli e poi… Gasperini: chi è l’allenatore giusto per Gudmundsson?

Palladino, Vanoli e poi… Gasperini: chi è l’allenatore giusto per Gudmundsson? - immagine 1
Gudmundsson resterà ancora a Firenze? Tra le estimatrici la Roma. Viene da chiedersi come possa essere adatto al gioco aggressivo di Gasperini
Paolo Poggianti Redattore 

A Gudmundsson sto chiedendo un sacrificio da finto centravanti, ma lo stiamo servendo male, con palle leggibili. Da quando abbiamo cambiato modulo penso sia il più sacrificato.

Paolo Vanoli ha cercato così di fare scudo intorno all'islandese, autore di un'altra prestazione a dir poco incolore ieri sera all'Olimpico. Un'altra occasione non sfruttata in una stagione altrettanto opaca. Eppure a leggere soltanto i numeri dell'ex Genoa si potrebbe pensare ad un'annata tutto sommato sufficiente, almeno nel contesto di un disastro collettivo. Nel suo ruolo da seconda punta ha segnato 10 gol in totale, 5 in campionato. È l'unico giocatore della Fiorentina che in stagione ha raggiunto la doppia cifra, con Kean fermo a quota 9. Allargando lo sguardo alla scorsa stagione - la prima in maglia viola - il bottino si ferma a 18 gol e 9 assist in 76 presenze totali.

Mai davvero protagonista 

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A dire il vero il suo rendimento in riva all'Arno è sempre stato altalenante, tra infortuni, problemi giudiziari e di adattamento tattico. Dapprima fu Palladino, il tecnico che trovò al suo arrivo a Firenze. Il suo gioco faceva affidamento quasi esclusivamente su un terminale offensivo straordinario come il Kean visto la scorsa stagione, lontano parente del Moise versione 2025/26. Albert, invece, è sempre rimasto lontano dall'essere centrale, sostanzialmente tagliato fuori dal gioco.

Gudmundsson dà il meglio di sé da trequartista: ha bisogno di svariare in campo alle spalle della punta e dialogare coi compagni; invece è sempre rimasto un corpo estraneo alla manovra e in parte allo spogliatoio. Quest'anno c'è stata la breve parentesi di Pioli e infine Vanoli che nel tornare al 4-3-3 lo ha impiegato da ala sinistra, ruolo che lo limita e lo fa agire largo, di nuovo lontano dal vivo del gioco. Lo si nota con chiarezza nelle statistiche stagionali relative al solo campionato, elaborate da Sofascore.

 

Quale futuro?

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Il futuro dell’islandese resta incerto, nonostante il contratto fino al 2029. La Fiorentina lo ha prelevato definitivamente dal Genoa in estate, pagando 13 milioni di riscatto, in aggiunta ai 6 del prestito oneroso pagati nell'estate 2024. Ha uno stipendio importante, da 2,2 milioni di euro netti a stagione. A decidere sarà il Ds Fabio Paratici, chiamato a valutare se puntare ancora su di lui o metterlo sul mercato. Chi potrebbe essere interessato? In Serie A, come già si ventilava un anno fa, tra le estimatrici c'è la Roma, da tempo interessata ad un giocatore con le sue caratteristiche. Certo, a giudicare dalla partita dell’Olimpico, viene da chiedersi come questo giocatore, impalpabile, possa essere adatto al gioco aggressivo, dinamico e uomo su uomo di Gian Piero Gasperini. In estate in casa Fiorentina tutto lascia pensare ad una rivoluzione, a cominciare dall'allenatore. Spetterà alla nuova guida tecnica capire se ci sono ancora margini per vedere a Firenze un Gudmundsson diverso o se invece le speranze sono destinate a rimanere vane.