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Numeri top anche nella peggior stagione. Sicuri di privarsi di Kean?

Filippo Caroli Redattore 
Tra rivoluzione e rischio autogol: perché la Fiorentina deve riflettere prima di scaricare Moise Kean a cuor leggero

Si dice che chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova. E fin qui c'è poco da eccepire. Non è detto, però, che quando si sceglie di cambiare si vada per forza a peggiorare. Ma di certo la Fiorentina dovrà riflettere a fondo se, come sembra, opterà per una profonda rivoluzione della propria rosa nel corso di quest'estate. Soprattutto se al centro della rivoluzione ci saranno giocatori di grande importanza come ad esempio De Gea, Gosens o Kean.

Ed è particolarmente interessante soffermarsi sulla situazione proprio dell'attaccante classe 2000. Autentico mattatore dell'annata 24/25, Kean è paurosamente calato di rendimento nella stagione appena conclusa. Non solo nei gol (25 contro 9), ma anche nelle prestazioni, colpa anche di problemi fisici che lo hanno tormentato per tutta la stagione. Ed è per questo che la società sta attentamente valutando la situazione dell'ex Juve, il cui contratto da 5 milioni netti annui pesa non poso sulle casse di un club che oggi pone estrema attenzione anche alla sostenibilità. Eppure, anche in una stagione estremamente negativa, i numeri raccontano di un fuoco che arde impetuoso sotto la cenere.

I dati stagionali

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A darci una mano sono i dati di Sofascore che potete consultare nella card qui sotto. In Italia, Kean è l'attaccante che ha in assoluto underperformato di più in termini di gol attesi/gol realizzati con l'impietoso confronto 15.1 xG/8 gol in Serie A. Che cosa significa? Che con tutte le difficoltà del caso Moise cerca e trova con insistenza la conclusione in porta come nessun altro in campionato. Con 3.77 tiri a partita è l'attaccante che in Italia calcia più verso la porta (Lautaro è secondo con 3.07). Chiaramente, però, il basso tasso di conversione si traduce anche con il dato peggiore sulle grandi occasioni mancate, ben 18.

Quindi?

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Insomma, privarsene a cuor leggero rischia di essere un autogol clamoroso. È innegabile che attorno a Kean orbitino dinamiche extra-campo complesse e che la sua gestione richieda un briciolo di pazienza in più rispetto ad altri, ma è altrettanto vero che quest'anno l'attaccante ha pagato una comunicazione societaria tutt'altro che impeccabile nella gestione del suo infortunio, che lo ha spesso esposto a critiche ingenerose. Prima di impacchettarlo e spedirlo altrove, la Fiorentina farebbe bene a ricordare che i gol si possono ritrovare, ma l'istinto del killer d'area  è una dote rara. E cederla senza riserve potrebbe costare carissimo.