Questa seconda esperienza sulla panchina della Fiorentina può essere una grandissima occasione per il tecnico lombardo: ecco perché

Vanoli grafica

Focus VN - Da Dodò a Beto: Fiorentina, chi sale e chi scende con Vanoli

Stendiamo (almeno per il momento) un velo pietoso sulla vicenda Grosso, sulla sua dimenticabile comparsa sulla panchina della Fiorentina, sulla scelta di chi gliel'aveva affidata e guardiamo avanti. Del resto, e l'abbiamo già detto, se c'è un aspetto positivo in questa storia è l'essere intervenuti subito. Meglio così quindi, con la speranza che ciò che ne è seguito (il ritorno di Vanoli) non si riveli un altro errore. In fondo, ormai, conta solo questo. Di certo, se si guarda ai risultati ottenuti lo scorso anno, il nuovo/vecchio mister si meritava questa opportunità. Il che non significa, e anche questo ce lo siamo ripetuti più volte, che per me fosse giusto andare avanti con lui. Sotto quel punto di vista, il mio parere è rimasto lo stesso: era giusto cambiare. Aria fritta, comunque, e quindi in bocca al lupo e buon lavoro a Paolo. Con un paio di consigli non richiesti. Il primo: metta da parte il ritornello dello scorso anno. Quello per cui “sono arrivato in corsa, non potevo incidere ecc ecc...”. Perché adesso siamo ancora sostanzialmente all'inizio e perché, se giustamente lo ritiene un handicap o se pensava di meritarsi altro, poteva benissimo dire di no alla chiamata di Paratici. Ne avrebbe avuto tutte le regioni, e nessuno lo avrebbe potuto accusare di niente.

Fiore_VIola87 (2)

Vanoli e una nuova comunicazione

Il secondo: non dimentichi quello che ha detto recentemente nella bella intervista al Corriere dello Sport. Una chiacchierata nella quale ha esaltato il mercato viola e per questo, da ora in avanti, non potrà ne sminuire la rosa ne parlare di scelte o possibilità limitate. A proposito. Quell'intervista nasce anche dall'arrivo al suo fianco di un professionista che lo aiuterà proprio sul piano della comunicazione e questo ne dimostra l'intelligenza. Ha riconosciuto un suo limite, ed è intervenuto. Ma veniamo alla squadra e al compito che lo aspetta. Una missione sicuramente non semplice ma, allo stesso tempo, la più grande occasione della carriera. Si sente sul serio un allenatore top? Questo è il momento di dimostrarlo. Ha tanti ragazzi di talento, ha in mano una macchina sicuramente da rodare e mettere a punto, ma i cavalli nel motore non mancano. Per questo, a differenza dello scorso anno, non ci si può limitare a chiedergli di “salvare la Fiorentina”. Eh no. Stavolta, oltre ai risultati, Vanoli deve farci vedere anche un gioco che faccia divertire la gente.

Gli obiettivi da raggiungere

Senza illudere o illudersi sugli obiettivi (questa era e resta un'annata di costruzione), ma proprio per questo buona per osare e prendersi rischi. Coltivi le pianticelle che ha nel giardino, lavori per migliorarle, le faccia sbocciare, e non si limiti a cercare solo e soltanto il risultato per poi poter dire “con me abbiamo fatto tot punti ecc...”. In questo momento, gli si chiede qualcosa di più. O meglio. Qualcosa di diverso.
Senza fretta, perché com'era giusto predicare pazienza prima è giustissimo farlo adesso, ma con “pretese” un po' più alte rispetto a dodici mesi fa. Una cosa, è certa: Paolo Vanoli non ha paura di questa sfida e mai e poi mai (lui) si sarebbe spaventato e/o tirato indietro davanti alle prime difficoltà. Ecco. Riuscire a trasmettere il suo carattere e la sua anima alla squadra. E' questo il primo obiettivo, mandando qualche segnale fin da stasera a Venezia. Il resto, si spera, verrà da sé.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti