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Firenze sta cambiando idea su Paolo Vanoli?

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Vanoli è totalmente concentrato nel far tornare a volare la Fiorentina, perché "vivere senza rischiare è una lunga forma di assenza. E sognare davvero significa anche la possibilità di rompersi"
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

"Ogni caduta è il sigillo eterno di un volo compiuto" e Paolo Vanoli, da quando siede sulla panchina della Fiorentina,di cadute ne ha affrontate eccome. Dalla disfatta di Sassuolo alle sconfitte con le rivali nella lotta salvezza, come Verona e Cagliari: insomma, tanti momenti complicati. Nonostante ciò, però, l’allenatore viola sta provando in tutti i modi a far spiccare il volo a questa squadra, a volte sbagliando (come il ritorno al 3-5-2 a Udine), ma anche riuscendoci (come l’intuizione di Parisi a destra o l’esplosione di Fagioli).

In questi giorni di sosta, però, analizzando le parole dei giocatori e la risposta del pubblico di Firenze durante l’allenamento di sabato, sembra che qualcosa stia davvero cambiando. Partiamo da quanto raccontato da David De Gea nell’intervista alla Gazzetta dello Sport: "Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita". Parole semplici, ma dal significato fortissimo, che rendono chiaro il peso che questo allenatore ha avuto sulla coscienza dei giocatori viola. Quando è arrivato, infatti, Vanoli non ha trovato solo una squadra ultima in classifica e ancora senza vittorie, ma uno spogliatoio praticamente inesistente: c’erano solo i posti per cambiarsi, ma di gruppo e unione nemmeno l’ombra.

È da lì che Vanoli ha iniziato a lavorare, ed è anche questo il principale alibi rispetto all’accusa di aver cambiato troppo tardi un modulo deludente come il 3-5-2: per cambiare serve prima avere una squadra vera, altrimenti tutto diventa inutile. Ormai, quindi, appare piuttosto chiaro l’impatto che questo allenatore ha avuto sui giocatori della Fiorentina. Non solo De Gea: anche Parisi ha rafforzato il concetto — "Vanoli? Lo ringrazierò per l’opportunità e la fiducia. In una fase di crescita della mia carriera mi serviva un allenatore come lui". All’ex Empoli serviva eccome un tecnico così, ma ora la domanda è: servirà anche alla Fiorentina nel prossimo futuro?

Al Viola Park, però, nessuno — da Paratici allo stesso Vanoli— sembra voler pensare a ciò che accadrà a fine stagione. C’è una salvezza da conquistare e tutte le energie, mentali e fisiche, sono concentrate su questo obiettivo. Adesso non ha senso parlare di conferma o addio. Di certo, però, Firenze sembra già cambiare idea su Vanoli:spesso criticato, dalla tribuna alla Fiesole, gli applausi delle 2.000 persone presenti al Viola Park sabato fanno intuire un clima diverso. Che la città stia iniziando ad accettarlo? Che la sua posizione, accompagnata dai risultati, stia diventando sempre più solida? Difficile dirlo, ma una cosa è certa: Vanoli è totalmente concentrato nel far tornare a volare la Fiorentina, perché "vivere senza rischiare è una lunga forma di assenza. E sognare davvero significa anche la possibilità di rompersi".