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Fabbian, Ndour & Co: chi resta e chi va? Il rischio sovrabbondanza è reale
Paradossalmente, il problema della Fiorentina potrebbe presto diventare l’abbondanza. Dopo anni in cui il centrocampo viola è stato abituato ad averne, data la costante presenza in Conference League, ora, invece, il mercato estivo rischia di creare una situazione opposta. Un reparto troppo affollato per solo due competizioni.
L’eventuale arrivo di Kristian Thorstvedt, pallino dichiarato di Fabio Grosso, e soprattutto il possibile investimento da circa 30 milioni di euro per il classe 2006 Oulai andrebbero infatti a modificare profondamente le gerarchie del reparto, rendendo inevitabili alcune uscite.
Al momento l’unico giocatore che sembra avere una posizione relativamente solida è Nicolò Fagioli. Nonostante alcune sirene provenienti dall’Inghilterra, il regista ex Juventus appare, anche secondo quanto visto nei primi allenamenti, il perno tecnico attorno del centrocampo di Grosso. Il neo-allenatore viola si aspetta tanto dal classe 2001. Gioco a un tocco, massimo due. Questa è la principale richiesta al numero 44 viola che certifica la sua centralità. Attorno a lui, però, tutto resta in discussione.
L’investimento per Oulai rappresenterebbe un segnale chiarissimo. Spendere circa 30 milioni per un diciannovenne significa considerarlo un elemento centrale del progetto tecnico e patrimoniale della nuova Fiorentina. L'ivoriano, reduce da un’ottima stagione al Trabzonspor e da un Mondiale che ne ha aumentato ulteriormente la reputazione internazionale, può interpretare diversi ruoli: mezzala dinamica, interno di pressione e mediano.
Dal punto di vista statistico, il suo profilo si avvicina a quello del moderno centrocampista totale: grande capacità di percorrenza, aggressività nei recuperi e notevole presenza nei duelli. Il suo eventuale inserimento rischierebbe però di restringere ulteriormente gli spazi per diversi giocatori già presenti in rosa.
Il caso più delicato è probabilmente quello di Cher Ndour. Il classe 2004 è stato uno dei pochi aspetti positivi della scorsa stagione viola. Con 1.885 minuti giocati, 3 gol e una valutazione media di 6,69, il centrocampista ha mostrato una crescita costante, culminata con l’esordio in Nazionale maggiore.
A livello numerico, Ndour è stato il migliore tra i centrocampisti viola per contrasti effettuati, con 1,1 tackle a partita, e ha vinto quasi il 50% dei duelli a terra, numeri particolarmente significativi considerando la giovane età. Inoltre, con i suoi 190 centimetri, garantisce una fisicità che pochi altri elementi della rosa possiedono.
Proprio per questo una sua eventuale cessione appare poco conveniente. Non solo per motivi tecnici, ma anche economici. Il Paris Saint-Germain detiene infatti il 50% della futura rivendita e questo ridurrebbe notevolmente i margini di una possibile plusvalenza. In altre parole, Ndour rappresenta probabilmente uno dei giocatori su cui la Fiorentina dovrebbe continuare a investire.
L'heatmap stagionale di Nour (25/26):
Situazione differente per Giovanni Fabbian. L’ex Bologna rimane un giocatore dalle caratteristiche molto particolari. Le sue statistiche non impressionano sotto il profilo della costruzione o della fase difensiva, ma il suo valore emerge soprattutto nei movimenti senza palla.
Nel Bologna di Italiano era diventato quasi un attaccante aggiunto, grazie alla straordinaria capacità di inserirsi in area di rigore. In una delle sue migliori stagioni in Serie A ha segnato 3 reti pur giocando appena 34 minuti di media a partita.
Il problema è che il sistema di Grosso sembra richiedere mezzali maggiormente coinvolte nella costruzione e nella pressione continua. Per questo motivo Fabbian potrebbe diventare una pedina preziosa sul mercato, anche considerando la sua età, 23 anni, e la valutazione superiore ai 9 milioni di euro.
L'heatmap di Fabbian con il Bologna (24/25):
Ancora più incerta appare la posizione di Marco Brescianini. Arrivato con aspettative importanti, il centrocampista non è mai riuscito a imporsi realmente. Una grande fisicità, ma a volte troppo macchinosa. Le sue qualità rimangono però evidenti: capacità di inserimento, discreta tecnica e notevole duttilità. Nella stagione 2023-24 con il Frosinone (sua rampa di lancio) aveva disputato 2.336 minuti, realizzando 4 gol e 2 assist. Tuttavia, le indicazioni arrivate dai primi giorni di ritiro sembrano poco incoraggianti.
Il fatto che Grosso lo abbia provato in più ruoli, compreso quello di terzino sinistro nelle esercitazioni, può essere interpretato come un segnale di scarsa centralità nel progetto tecnico. Spesso, nel calcio, la duttilità rappresenta un pregio; altre volte diventa invece il sintomo dell’assenza di una collocazione precisa.
L'heatmap di Brescianini con il Frosinone (23/24):
Simon Sohm, invece, potrebbe rappresentare il classico caso del giocatore da recuperare. Il centrocampista svizzero non ha mai trovato continuità, ma il rendimento mostrato a Parma suggerisce prudenza prima di considerarlo un esubero.
Nella sua miglior stagione in Serie A (24/25) ha disputato quasi 3.000 minuti, segnando 4 gol e registrando una valutazione media di 6,83. Inoltre, i dati evidenziano caratteristiche molto interessanti: 0,7 intercetti a partita, quasi il 50% dei duelli vinti e oltre il 58% di precisione nei lanci lunghi.
Sohm è probabilmente il miglior interprete del ruolo di box-to-box presente in rosa. Un giocatore di gamba, strappi e intensità che potrebbe ritrovare efficacia in un sistema più verticale rispetto a quello visto nella passata stagione. Certo è che, l'eventuale arrivo di Thorstvedt, metterebbe in ombra tutte le sue doti.
L'heatmap di Sohm con il Parma (24/25):
Infine c’è Rolando Mandragora. Il classe 1997 rappresenta l’uomo d’esperienza del reparto, uno dei leader dello spogliatoio e uno dei pochi superstiti delle precedenti gestioni.
Dal punto di vista tattico, è forse il centrocampista più completo della rosa, potendo agire da mediano, mezzala o regista. Tuttavia, il suo ingaggio da circa 3 milioni lordi e l’età anagrafica lo rendono anche uno dei possibili candidati a una cessione in ottica sostenibilità.
La nuova Fiorentina di Paratici sta infatti seguendo una linea molto precisa: abbassare l’età media, contenere il monte ingaggi e creare valore patrimoniale. Da questo punto di vista, profili come Oulai, Ndour, Atta o Thorstvedt si inseriscono perfettamente nel progetto.
Per questo motivo, il centrocampo viola appare destinato a subire ulteriori cambiamenti. Con l’arrivo dell'ivoriano e di Thorstvedt, difficilmente tutti potranno restare. Non può essere un caso il fatto che si stia cercando di inserire una contropartita tecnica per arrivare al norvegese del Sassuolo.
La sensazione è che Ndour rappresenti il futuro tecnico e patrimoniale del club, Fagioli il presente attorno al quale costruire, mentre uno (almeno) tra Fabbian, Brescianini e Sohm potrebbe essere sacrificato per fare spazio ai nuovi innesti.
La rivoluzione di Paratici, insomma, non è ancora finita. E proprio in mezzo al campo si giocherà una delle partite più delicate dell’estate viola.
Statistiche Sofascore.
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