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Due mesi da spettatore per Rugani. Semplice bocciatura o c’è dell’altro?

Marta Bucalossi Redattrice 
Giunti ad aprile Daniele Rugani ha collezionato una sola presenza in maglia viola: cosa c'è dietro allo scarso minutaggio

Così come un libro non si giudica dalla copertina, allo stesso modo un calciatore non può essere valutato da una singola prestazione. Il riferimento, ovviamente, è a Daniele Rugani, arrivato a gennaio come “nome forte” per rinforzare una difesa che fino a quel momento aveva avuto non poche difficoltà. A fare da garante uno che lo conosce molto bene: Fabio Paratici, il quale aveva sottolineato la sua esperienza e affidabilità. Eppure attorno all’ex Juventus c’erano tante perplessità legate soprattutto all’infortunio al polpaccio che si portava dietro da più di un mese.

Diverse le sedute personalizzate al Viola Park, fino al giorno dell’esordio contro l’Udinese. Un fulmine a ciel sereno il suo impiego da titolare in un ritorno alla difesa a tre che si sarebbe rivelato poi deleterio. Tre gol incassati dalla Fiorentina con un’implicazione da parte di Rugani in tutte le reti. Senz’altro un azzardo quello di Vanoli nei confronti di un giocatore non ancora del tutto in condizione che aveva bisogno di maggior tutela al suo rientro, sia dal punto di vista tattico che fisico. Da quella partita il tecnico viola gli ha concesso solo 10 minuti allo scadere della gara contro la Cremonese sul risultato di 1-4 per la formazione gigliata.

ARIA DI BOCCIATURA

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Il suo misero impiego ha tutta l’aria di essere una bocciatura. Nonostante ciò la sensazione è che la Fiorentina non lo ritenga un giocatore da mettere da parte, anche alla luce del contratto che prevede un obbligo di riscatto in caso di salvezza. Il suo scarso minutaggio, infatti, è stato influenzato da un crescente stato di forma dell’intero reparto difensivo viola. Ranieri si è ripreso il posto da titolare andando a formare con Pongracic una coppia molto più solida rispetto a quella vista nella prima parte di stagione. A loro si avvicenda l’inserimento di Pietro Comuzzo, meno brillante rispetto ai compagni di reparto, ma ancora giovane e soprattutto cresciuto nel vivaio della Fiorentina. Per questo, al momento, il classe 2005 è sopra a Rugani nelle gerarchie.

E ADESSO?

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Adesso c’è da capire se l’apporto del classe ’94 potrà cambiare a otto partite dal termine del campionato. L’esclusione dalla lista UEFA non gli permetterà di mettersi in mostra come potranno fare altri giocatori poco impiegati in campionato (vedi Fabbian). Ma la situazione di classifica delicata della Fiorentina non lascia presagire grandi cambiamenti in un assetto che sembra aver ritrovato un proprio equilibrio. L’unico auspicio è che le cose possano migliorare al più presto, affinché anche Rugani possa trovare un po’ di spazio. Tuttavia, le grandi valutazioni arriveranno a partire dalla prossima stagione perché - se la Fiorentina dovesse salvarsi - Rugani sarà uno di quei giocatori dai quali ripartire, nella speranza che l’inizio di questo libro possa avere un lieto fine.