"Piccoli è un diamante grezzo, ma a volte si abbatte un po' di testa"ha detto ieri sera mister Vanoli. E in effetti basta guardare la mimica facciale e il linguaggio del corpo del giocatore per cogliere chiaramente il suo disagio. Il peso delle aspettative sul suo conto, sommato alle difficoltà della stagione viola. Giocare in una squadra in cui nessuno ha reso al suo livello, non è semplice per chi arrivava da un contesto più piccolo. Ma c'è anche un altro aspetto: se a Cagliari era un titolare inamovibile (e non a caso è stata la sua migliore stagione), a Firenze deve sempre dimostrare di meritare spazio. Il bilancio stagionale di Piccoli, ad oggi, è certamente deludente: 6 reti (ma solo 3 in campionato) e 2 assist in 33 presenze, di cui 20 da titolare. E guardate quel dato qui sotto: 15 grandi occasioni da rete mancate.
Se doveva essere l'annata per dimostrare di poter essere - in caso di addio di Kean - il frontman dell'attacco della Fiorentina, la risposta ad oggi è negativa. Le partite da qui a giugno ci aiuteranno però a capire se la (lunga) fase di rodaggio di Piccoli è terminata e se il classe 2001 ha adesso le spalle un po' più larghe per reggere le pressioni e riuscire ad esprimere sul campo i suoi colpi anche in un contesto - speriamo - di alto livello come la Fiorentina del futuro.
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