Da possibile partente a titolare: la parabola di Brescianini racconta i nodi irrisolti del mercato viola.
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È il 22 luglio 2026 e al Viola Park va in scena la prima amichevole estiva contro il Gubbio. L'estate è ancora lunga e sulla squadra campeggia un grosso cartello con su scritto "lavori in corso". L'allenatore è nuovo, il mercato ha cambiato tanto e altrettanto deve ancora fare. Tant'è che le contingenze portano Fabio Grosso a schierare Marco Brescianini da terzino sinistro per la sostanziale mancanza di alternative. Si tratta di una soluzione temporanea perché devono ancora arrivare calciatori in quel ruolo e l'ex Frosinone, nell'ottica di una profonda rivoluzione della rosa, è fra i giocatori maggiormente in odore di cessione. Tre mesi dopo, Brescianini si prepara a scendere in campo dal 1' (per la seconda volta consecutiva) da ex nella partita più delicata della stagione.
Nonostante la sconfitta rimediata contro l'Inter a San Siro, l'ex centrocampista della Dea è risultato infatti tra i meno peggio nella notte del Meazza, garantendo sostanza e dinamismo di cui la mediana viola ha disperatamente bisogno. Un rendimento che ha convinto Paolo Vanoli a confermarlo nell'undici titolare anche per la sfida di domani contro la sua ex Atalanta. "Per me Marco è un titolare esattamente come gli altri", ha tenuto a precisare il tecnico in conferenza stampa un paio di settimane fa, blindando di fatto un elemento che con umiltà, spirito di sacrificio e lavoro silenzioso è riuscito a scalare le gerarchie interne, trasformandosi in una risorsa preziosa per raddrizzare (o almeno provarci) la barca.
Eppure, a guardare il quadro generale, sorge spontaneo più di un interrogativo. Se nel momento più delicato del campionato la Fiorentina si ritrova a dover fare affidamento ancora su Brescianini, è lecito chiedersi se sul mercato più di qualcosa non abbia funzionato secondo i piani. Nulla contro il ragazzo, che sta ampiamente facendo il suo. Ma il contrasto con gli investimenti estivi è stridente: Christ Oulai, pagato ben 30 milioni di euro, va verso l'ennesima esclusione, mentre Pedro Goncalves non offre ancora le dovute garanzie sul piano della tenuta fisica. L'idea di partenza era quella di rivoluzionare da cima a fondo la rosa dopo la sciagurata passata stagione, la conferma di Brescianini è forse l'ennesima conferma che la rivoluzione non è andata come ci si augurava.
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