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Da Cuesta alla shortlist oltre Grosso: breve storia dell’ispanofilia di Paratici

Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 
Paratici non è nuovo alla tendenza verso profili esteri per cercare di implementare metodologie di lavoro all'avanguardia: la Spagna è da anni sulla cresta dell'onda

"L'apertura mentale degli staff è stata la nostra fortuna quando io e Cherubini abbiamo lavorato alla Juventus, ci siamo aperti e abbiamo completato le nostre qualità con quelle di altre culture". Parole e musica di Fabio Paratici, pronunciate non più tardi di una settimana fa, prima della finale di Coppa Italia Primavera vinta dall'Atalanta sui bianconeri. L'attuale ds della Fiorentina, una volta sciolto il binomio tra sé e Marotta con il clamoroso acquisto di Cristiano Ronaldo, si è mostrato sempre più attento alle contaminazioni tra diverse culture e già nel 2019, benché per quasi tutti si trattasse di un nome nuovo l'estate scorsa, ha accolto nelle giovanili della Juve l'allenatore che oggi ha salvato il Parma, Carlos Cuesta. Un percorso interrotto bruscamente dal Covid che stava vedendo protagonisti i vari Soulé, Miretti, Huijsen.

Negli anni precedenti, Paratici aveva lavorato sull'arrivo a Torino di uno degli attaccanti baschi più forti di sempre, Fernando Llorente, che immaginiamo possa avergli detto meraviglie di due suoi ex compagni di squadra in quell'Athletic Club che nel 2012 cedette solo in finale di Europa League a Bucarest contro l'Atletico Madrid: Andoni Iraola, che di quella squadra era il capitano e terzino destro, oggi in rampa di lancio dopo aver chiuso un ciclo virtuoso al Bournemouth, e Iñigo Perez, prima riserva di Iturraspe davanti alla difesa, oggi alla guida del Rayo Vallecano semifinalista in Conference League. Quest'ultimo, in particolare, è un nome citato da La Gazzetta dello Sport di oggi nel toto allenatore che ci accompagna e ci accompagnerà ancora per un po'.

Forse Iñigo Perez è più abbordabile per la Fiorentina, ma dato che sarà Edin Terzic, e non un Iraola di ritorno, ad allenare l'Athletic nel 2026/27, attenzione anche a chi gli zurigorri (biancorossi) li ha allenati fino ad ora: Ernesto Valverde (62 anni), ex tecnico tra le altre del Barcellona, molto apprezzato per la sua esperienza anche in campo internazionale. Simile a Valverde, infine, è il profilo di Marcelino Garcia Torral, 60 anni, manco a dirlo anche lui ex inquilino della panchina di Bilbao (2021/22), fresco di annuncio della separazione a fine stagione con il Villarreal, un club che a Firenze non può che evocare ricordi di intrecci di mercato positivi.

Fabio Grosso, per tornare a chi come Cuesta ha iniziato il proprio percorso da mister nelle giovanili della Juve, rimane il nome più gettonato, ma non ci sarebbe da stupirsi se, ove non fosse lui il prescelto per il nuovo ciclo, la Fiorentina si ritrovasse ispanofona.