- Squadra
- Nazionali
- Calciomercato
- Statistiche
- Coppa Italia
- Social
- Comparazione Quote
- Redazione
esclusive
Cinque mosse per salvare la Fiorentina. Così Vanoli ha dato una svolta
Per e nel segno di Rocco Commisso. Perché a poche ore dalla tragica dipartita del presidente, la mente ed il cuore non potevano che andare là. Una vittoria, quella di Bologna, che ha onorato al meglio la memoria di Rocco, in una stagione cominciata malissimo in riva all'Arno. Ed è giusto che la scena se la sia presa il ricordo in un momento d'angoscia, ma lo è altrettanto analizzare cosa è accaduto e sta accadendo sul campo. E se oggi la Fiorentina si trova per la prima volta ad un passo dalla zona salvezza, bisogna render merito a chi guida la squadra da poco più di due mesi: Paolo Vanoli. Per la verità è servito un po' di tempo al tecnico per rimettere insieme i cocci e tracciare la rotta. Ma la viola è sulla buona strada grazie a 5 mosse vincenti dell'allenatore lombardo.
La Fiorentina oggi è finalmente una squadra riconoscibile. I passi avanti sul piano del gioco sono figli anche di una condizione fisica ritrovata, mai davvero emersa nel corso della stagione. Il tema atletico è stato da subito centrale nelle valutazioni di Vanoli, che ha impostato gran parte del lavoro proprio sul recupero della brillantezza dei suoi calciatori. Gli spifferi raccontavano di numeri preoccupanti, con dati di condizione nettamente al di sotto della media. Oggi, invece, il quadro è cambiato in modo sensibile. La Fiorentina corre, e corre bene.
Sono servite diverse settimane (forse qualcuna di troppo?) ma alla fine Paolo Vanoli ha abbandonato l'assetto tattico della difesa a tre in favore di una linea a quattro, più adatta alle caratteristiche dell’organico e a una migliore distribuzione delle distanze tra i reparti. E l'assenza di esterni ha spinto l'allenatore a fare di necessità virtù. L'intuizione di schierare Parisi alto a destra si sta rivelando vincente.
Nessuno può accusare Luca Ranieri di scarso impegno in campo. Anzi, il classe '99 ha sempre portato con orgoglio e onorato la fascia di capitano che fu di Davide Astori. Ma in un momento così delicato l'impressione è che non avesse lo spessore per sopportare il peso di tale investitura. La scelta del tecnico, accettata in maniera del tutto matura dal ragazzo, di promuovere De Gea è stata coraggiosa ma, di nuovo, azzeccata.
Sarà stato il lavoro sulla testa? O sul posizionamento? O sulla tecnica? Forse un po' tutto. Fatto sta che giocatori come Nicolò Fagioli e Albert Gudmundsson (esempi più lampanti) sono irriconoscibili rispetto alle ombre sbiadite di appena un mese fa. Oggi l'ex Juve dirige con personalità le operazioni nel ruolo che Pioli aveva fallito a cucirgli addosso, mentre l'islandese crea il panico fra le difese avversarie sulla corsia. La crescita di squadra passa anche da quella dei singoli.
Proclami sul divieto d'utilizzo dei social network, promesse che assomigliavano quasi ad avvertimenti minacciosi. Alla sua conferenza stampa di presentazione si è avuta l'impressione che più che Paolo Vanoli fosse arrivato il sergente maggiore Hartman. Coi risultati che stentavano ad arrivare, il tecnico ha scalato un paio di marce sul piano comunicativo. Capendo che, forse, a questa squadra serviva più il bastone che la carota. Sapersi mettere in discussione e cambiare approccio in corsa denota flessibilità e grande acume.
Tirando le somme, il lavoro di Paolo Vanoli merita oggi più di un riconoscimento. La classifica resta corta, il cammino è ancora lungo e nessuno può permettersi di abbassare la guardia. Ma la Fiorentina ha ritrovato identità, condizione e idee, elementi che solo poche settimane fa sembravano lontanissimi. La strada verso la salvezza è ancora tutta da percorrere, ma la direzione imboccata è quella giusta. E, di questi tempi, non era affatto scontato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA