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Che fine ha fatto? Toledo, il nuovo Ortega dalla cui cessione è dipesa una vita

Alessio Vannini

Hernán Toledo nasce il 17 gennaio 1996 a Sastre, in Argentina. Cresce calcisticamente nel Velez Sarsfield, club che storicamente sforna talenti pronti per l'Europa. Il suo impatto con la prima squadra è devastante: tecnico, rapido, con un dribbling secco che lascia sul posto i difensori della Primera División. Il suo allenatore dell'epoca, Christian Bassedas, arriva a scomodare un paragone pesante, definendolo un giocatore dalla "rara abilità tecnica, simile a quella di Ariel Ortega". La sua giocata simbolo resta il gol contro l'Argentinos Juniors: una serpentina folle partendo da sinistra che manda al bar metà difesa avversaria. Prestazioni del genere attirano l'attenzione del fondo Stellar Group, che ne acquista il cartellino per ben 7,5 milioni di euro. È l'inizio di un'asta internazionale che vede coinvolte squadre come Boca Juniors e Torino, ma a spuntarla è la Fiorentina di Pantaleo Corvino. Il passaggio alla Fiorentina, avvenuto nell'estate del 2016, non fu solo un'operazione di mercato, ma un vero e proprio salvagente per il club argentino. Anni dopo, l'ex presidente del Velez, Raul Gamez, ha rilasciato dichiarazioni scioccanti a Pasión Fortinera in merito a quel periodo di profonda crisi economica: "Ero entrato in depressione perché le cose andavano male, una delle soluzioni era la vendita di Hernán Toledo alla Fiorentina. Se non fosse andata a buon fine avrei potuto spararmi". Parole forti che spiegano la pressione dietro quel trasferimento, che ufficialmente vide la Fiorentina versare circa 1,5 milioni di euro per il prestito, mentre il resto dell'operazione coinvolgeva i fondi d'investimento.