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Che fine ha fatto? Leandro, il sostituto di Batigol che ha una campionessa in famiglia

Niccolò Ghinassi
Niccolò Ghinassi Redattore 

Dopo l’addio all’Italia, Leandro vive una carriera a zig‑zag. Nel 2002 al San Paolo non lascia il segno, nel 2003 passa al Palmeiras dove raccoglie appena una presenza, e quindi al Corinthians, ma le reti restano poche. Nel gennaio 2005 prova a rilanciarsi in Europa con l’Istres, neopromosso in Ligue 1, ma in quattro mesi gioca solo 12 minuti. Rientrato in patria, milita ancora nella Portuguesa e nei messicani del Veracruz. Gli anni migliori arrivano con il Vasco da Gama: qui diventa capocannoniere del Campionato Carioca e conquista il premio Bola de Prata. Anni che ricorda anche lo stesso Leandro tramite il suo profilo Instagram, nel quale ha recentemente pubblicato una sua rete nel derby contro il Flamengo. C’è da dire che l’esperienza con il Vasco da Gama in realtà avrà anche molte ombre. Quando il suo contratto sta per scadere, infatti, il presidente Eurico Miranda lo rinnova automaticamente, avvalendosi di una clausola presente nel documento firmato da entrambe le parti. Leandro si interessa nel frattempo a un'offerta del Kashima Antlers in Giappone, ma, a suo dire, il club si rifiuta di lasciarlo partire. La questione finisce in tribunale. L'attaccante ottiene un'ingiunzione per lasciare il Vasco e firma con il Fluminense. Circa due mesi dopo, tuttavia, il Vasco annulla l'ingiunzione, costringendo il giocatore a tornare a São Januário, dove rimane fino alla fine del 2008, quando si trasferisce alla fine a titolo definitivo sempre alla Fluminense. Nel 2009, però, la sfortuna si accanisce ancora su di lui e subisce un altro grave infortunio al ginocchio, chiudendo in seguito nel 2010 la carriera al Flamengo, incapace di tornare sui livelli precedenti.

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