
A più di venticinque anni dal suo breve ma intenso abbaglio fiorentino, Leandro Amaral non è più una meteora ma un formatore. Pur conducendo una vita riservata, lo si vede occasionalmente a eventi per ex giocatori e a manifestazioni di beneficenza promosse dai club in cui ha costruito la sua carriera, e si dedica all'allenamento di nuovi atleti, condividendo la sua esperienza per aiutare i giovani talenti a sviluppare le loro carriere. Inoltre, partecipa a partite amichevoli e mantiene i contatti con i tifosi che lo seguono fin dai tempi in cui era un giocatore. Vive a Winter Springs (zona di Orlando) con la famiglia e lavora per la Florida Kraze Krush: organizza programmi tecnici, segue squadre giovanili e continua ad affinare la propria preparazione da allenatore. Tutta la sua famiglia è immersa nel mondo del calcio. In particolare, sua figlia Valentina, come dicevamo in precedenza, è una promessa del calcio femminile statunitense: gioca come portiere ed è già stata convocata sia nella Nazionale U17 americana che in quella U20. Anche gli altri due figli gemelli, Felipe e Lorenzo, giocano a calcio a livello universitario. Un destino legato dunque, di generazione in generazione attorno al mondo del pallone. Quel mondo che aveva lanciato Leandro in quelle prime partite in viola come possibile erede di Batigol, e che alla fine lo ha portato a diventare una meteora che, comunque, ricorda a chi segue i viola tempi nei quali almeno i trofei arrivavano…

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