Per Boruc il ritiro è stato un piccolo trauma, come ha ammesso lo stesso portiere in un'intervista: "Mi aspettavo che il periodo di transizione fosse più facile. Pensavo che dopo il calcio sarebbe stato idilliaco. Invece, mi sono sentito un po' soffocato dalla vita, ed è stata colpa mia. Voglio dire, quello che facevo, la mancanza di cose da fare. Era un peso sulla mia mente". Dopo un percorso con una psicologa, Boruc ha scelto di trasferirsi in Andalusia con la propria famiglia: "Il sole, il calore... ti danno un'energia diversa. La differenza è davvero grande. Non mi rendevo conto di quanto fosse importante la vitamina D come medicina". In contemporanea, Boruc sta portando avanti un progetto a casa propria, un'accademia per giovani portieri, coadiuvato da Wojciech Kowalewski e Łukasz Fabiański. Un portiere controverso, amato e odiato, ma sempre con il proprio stile e con il proprio carattere. Insomma, Santo, ma non troppo.
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