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Che fine ha fatto? Boruc, il Portiere Santo che ha trovato la pace in Spagna

Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

A Glasgow il calcio è sacro, e le scelte sono due. Stare dalla parte del Celtic, oppure sposare la causa Rangers. L'Old Firm è più di un derby, è uno stile di vita, un modo di stare al mondo. Boruc anche al Celtic si impone come titolare, ed i tifosi lo soprannominato velocemente King Artur, per la sua personalità ed il legame sviluppato con l'ambiente. Ma c'è un episodio che più di tutti racchiude la carriera di Boruc. La parte verde di Glasgow è storicamente cattolica, mentre i tifosi del Rangers sono protestanti. Derby "Old Firm" del 2006, si gioca ad Ibrox: all'inizio del secondo tempo Boruc si dirige verso la propria porta. Basta un gesto per scatenare la polemica, con il portiere che si fa il segno della croce. Boruc del resto proviene da un paese, la Polonia, con una forte influenza cattolica. I tifosi dei Rangers lo notano, e succede di tutto, dopo 10 minuti di caos la partita inizia nuovamente. “Dietro di me ho sentito alzarsi una sorta di ruggito gigantesco. La polizia ci mise dieci minuti per riportare la calma. A me queste cose non fanno paura, io temo solo le malattie che mi hanno portato via i genitori quando ero molto giovane". Da lì in poi diventa il portiere santo, lasciano dopo 5 anni Celtic Park come una leggenda.