Nella rubrica "Meteore Viola" di Violanews, oggi ripercorriamo la storia di Anderson: da predestinato e Golden Boy ai problemi con la legge

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L'inizio da predestinato in patria e il trasferimento in Portogallo

Anderson Luís de Abreu Oliveira, o più semplicemente Anderson, nasce il 13 aprile 1988 in Brasile, a Porto Alegre, capitale e città più grande dello stato brasiliano del Rio Grande do Sul. Cresciuto calcisticamente nel Gremio, fa il suo esordio in prima squadra nell'ottobre del 2004 e alla prima partita con la maglia degli "Imortal Tricolor" trova subito la via della rete con una bella punizione. Il gol non basterà ad evitare la sconfitta per 1-3 contro l'Intenacional, ma viene considerato un grande biglietto da visita nel calcio dei grandi. Al termine della stagione collezionerà 7 presenze, ma la sua squadra retrocederà nella seconda divisione brasiliana. Anderson si rende protagonista, però, l’anno successivo realizzando il gol promozione nella finale play-off contro il Nautico. Le 13 presenze e le 5 reti che garantiscono la promozione in Série A, lo rendono uno dei profili giovani più ambiti del panorama europeo e infatti nel gennaio 2006 firma un contratto con il Porto dopo che i Dragoes avevano trovato l’accordo con il Grêmio sulla base di 8 milioni. I 6 mesi successivi non lo vedono protagonista, con sole tre presenze, ma al termine della stagione arriva la vittoria del campionato e della Coppa di Portogallo. Nella seconda stagione mette assieme 15 presenze e 2 reti, ma l'annata è condizionata da un infortunio al ginocchio (problema che lo perseguita fin dalla giovane età). Nonostante questo, può festeggiare la vittoria del secondo titolo consecutivo e della Supercoppa portoghese. Per lui si muovono tutte le più grandi squadre europee, alla fine se lo aggiudicherà Sir Alex Ferguson per 31,5 milioni.

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