La Fiorentina ha dedicato due comunicati molto diversi al congedo di Grosso e all'accoglienza di Vanoli: quanto è cambiato il vento in soli tre mesi
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“Ona, ona, ona… la più bella rificolona, la mia l’è’ ciò’ fiocchi, la tua l’è coi pidocchi…”
Le tradizioni fanno tornare alla mente tempi che furono, tanto che magari ce ne ricordiamo solo a cose avvenute come il 7 settembre. Le tradizioni, nel tempo, come i costumi, si assopiscono. Nel calcio era uso annunciare un esonero con formule di rito. Saluti, un ringraziamento, certo anche un po’ di imbarazzo e forse di ipocrisia. Invece la Fiorentina ha preferito un comunicato stringato, quasi lapidario: il signor Fabio Grosso è stato sollevato dal suo incarico. Né un saluto, né altro come a dire lo abbiamo licenziato punto e basta.
L'apatia di Grosso
Fabio Grosso avrà di sicuro delle responsabilità. Prima fra tutte quella di non aver trovato (o magari neanche cercato) di comporre un mosaico con gli uomini che Fabio Paratici gli ha messo a disposizione. Si è fatto prendere da una sorta di apatia. Se un allenatore arriva a dire, dopo tre giornate, zero punti, nove gol presi e uno fatto, che ci vorrà molto tempo per sistemare la situazione, chiaro che si accendono tutti gli allarmi. Forse si trattava di un impegno troppo grande per la sua limitata esperienza. Non era il tecnico adatto, probabilmente. Ma Fabio Grosso è stato scelto da Fabio Paratici, che fino a qualche giorno fa ne è stato il garante. Allora? Se Paratici lo aveva scelto, preferendolo ad altri se non migliori certo più esperti, se lo aveva preferito a Paolo Vanoli, la responsabilità è sua. Nel volgere degli avvenimenti era abbastanza chiaro, almeno per noi, che tra i due la sintonia stava svanendo.Effetto domino
La vicenda Kean è stata eloquente. Trattativa iniziata alla vigilia di campionato. Braccio di ferro con il Como e Grosso decide di portare in panchina Kean (ma non si era consultato con la società?} e poi decide di farlo scendere in campo sullo 0-3! E poi tanti giovani di belle speranze e Grosso che, come di fronte ad un pallottoliere, cerca di indovinare numeri e colori denunciando poca convinzione e pochissime certezze. La partita con il Torino è stata il tracollo. Farsi recuperare dopo essere stati in vantaggio con una squadra che non aveva capo né coda è stata dura da digerire. L’epilogo era quasi scontato.Vanoli-bis
A questo punto il colpo di scena: si ritorna a Paolo Vanoli che solo tre mesi fa non era stato considerato adatto. E lo si fa con un comunicato quasi trionfale: "al Mister Paolo Vanoli è stata affidata la guida tecnica della Prima Squadra Viola. Al Mister va un grande ringraziamento per aver accettato subito con entusiasmo di tornare alla guida della Prima Squadra". Come dire c’eravamo sbagliati o forse Paratici si era sbagliato: Paolo Vanoli era quello giusto, punto e a capo. Vero che è molto diverso, ma c’è qualche analogia con il caso Pioli. Ona, ona, ona la più bella Rificolona, la mia è co’ fiocchi…© RIPRODUZIONE RISERVATA