Sette anni sono tanti, Nikola.


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Grazie Milenkovic, capitano senza fascia. Niente lieto fine, ma che bella storia
Lo sai chi è stato l'ultimo giocatore a rimanere a Firenze per sette o più anni di fila? Manuel Pasqual, l'ultimo capitano di lungo corso prima di Biraghi e Pezzella, che sono stati i tuoi. A pensarci bene, il tuo capitano avrebbe dovuto essere per tanti anni uno solo: Davide. Senza di lui, da quel 4 marzo 2018, in tanti hanno suggerito che dopo German, il capitano avresti dovuto essere tu, specialmente dopo la decisione di rimanere a Firenze per cercare di vincere insieme a Italiano, quell'allenatore che ti intrigava con il suo gioco.
Probabilmente era più adatto Cristiano, vero? Discutere con l'arbitro non faceva per te, meglio concentrarsi sull'attaccante di turno e poi, quando c'è una palla inattiva, andare a saltare per far cantare i tifosi. Ti è riuscito 17 volte, 14 in Serie A, 2 in Coppa Italia e 1 in Conference League. Ci ricordiamo il missile che hai piantonato alle spalle di Seculin nel 6-1 al Chievo nel 2018, quando ancora facevi il terzino, il gol all'ultimo secondo al Genoa nel 2020 che ha evitato la zona retrocessione e ci ha costretti a riscrivere il pezzo post partita da capo: tanto lavoro in più, ma non siamo mai stati più contenti di fare tabula rasa. Il tiro al volo che ha steso l'Atalanta a Bergamo ai quarti di Coppa Italia 2022, con la Fiorentina in inferiorità numerica, forse l'istantanea più felice che ti porterai a Nottingham. (continua)
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Non ti è riuscito segnare solo al primo anno, quando eri appena arrivato, e all'ultimo. Avremmo tanto voluto pescare una foto di te che esulti per ognuno dei sette anni passati in maglia viola, ma ci perdonerai se abbiamo scelto di mettere al centro, nella nostra copertina, la foto che forse ti ritrae nel momento più difficile in assoluto: la seconda finale di Conference League persa di fila, ad Atene, nonostante la tua prestazione ai limiti della perfezione in marcatura su El Kaabi. Nel guardare quell'immagine, ci piace pensare che, con gli occhi chiusi e un po' di malinconia, tu stia tornando con la mente al pezzo di vita che hai dedicato a Firenze prima di salutare tutte le persone che ti hanno accompagnato nella tua fiorentinizzazione.
Ne hai viste di tutti i colori in sette anni, Nikola. Hai visto la gente manifestare in via Tornabuoni, hai visto cambiare la proprietà e gli allenatori. Hai visto Ribery venire a Firenze. Hai visto andare alla Juventus prima Chiesa e poi il tuo grande amico Vlahovic: chissà cosa avreste potuto fare insieme nella seconda parte del 2021-22, senza coppe europee di mezzo. Hai visto andarsene, in un senso più tragico, prima Astori e poi Barone, partecipando al dolore di una città intera. La stessa città che, insieme ai tuoi compagni, hai riportato dalla lotta per non retrocedere di nuovo sulla mappa del calcio europeo, rinnovando ancora il contratto con il giusto riconoscimento economico. Hai vissuto in sette anni una sequela di emozioni che tanti calciatori non vivono nemmeno in sette vite. Una storia bellissima da raccontare, alla quale mancava solo un lieto fine. I cicli finiscono, le emozioni restano. Ci salutiamo, la società ha fatto una scelta che va rispettata e che sicuramente, dopo tanto tempo, trova anche il tuo consenso. A te vanno i nostri più sinceri auguri di altre grandi avventure in Premier League.
Hai scelto Firenze, questo di te rimane. E probabilmente, anche al di là del calcio, questo è solo un arrivederci. Grazie, Nikola.
VN
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