Ricordate? Per anni ci abbiamo scherzato su implorando la Fiorentina “fate qualcosa di calcio”, per dirla alla Nanni Moretti con la politica. Ebbene dopo tanto (troppo) tempo la Fiorentina sta facendo qualcosa di calcio. Anzi, sta facendo calcio vero con idee, coraggio, investimenti. E la sensazione netta, precisa, che stia nascendo qualcosa di importante che non conosciamo fino in fondo, è forte e chiara.

Cambierà tutto
Evviva, con Paratici il calcio torna a Firenze. Arriva Oso, poi altri colpi
Come una casa, dalle fondamenta
—Sono arrivati tre giocatori in pochi giorni, Viery, Dragusin e Atta, per una spesa (se i bonus si completeranno), attorno ai settanta milioni e più, ma al di là degli investimenti che sono già così enormi, la Fiorentina è dentro tutte le trattative, presente, attiva, a caccia di giocatori con le caratteristiche, la personalità e l’età giuste. Si sta costruendo una squadra e come si fa con le case, prima le fondamenta (la difesa) e poi tutto il resto con solidità, ma anche una progressiva bellezza (Atta lo racconta). Proprio l’arrivo dell’ex Udinese conferma come la Fiorentina stia riconquistando anche l’appeal perduto, nonostante non faccia le coppe.
Il giovane francese è stato la rivelazione del campionato, c’erano attorno in tanti, a cominciare dal Milan. E’ un giocatore moderno che unisce qualità tecniche a una grande gamba, visione di gioco e capacità di far gol. Ha scelto la Fiorentina. Ma altri giocatori arriveranno, la squadra sarà cambiata quasi totalmente ed è giusto così. Le squadre vanno costruite non mettendo assieme delle figurine, ma giocatori con le caratteristiche giuste per il ruolo, che si sposino con quelle dei compagni di reparto e con il calcio che si vuole fare. Ovviamente dopo scouting e attente analisi anche della persona.
Sta nascendo una Fiorentina tecnica, giovane, di personalità per giocare una calcio dinamico, aggressivo e propositivo. Con una sola idea in testa: giochiamo per dominare la partita. Mi è piaciuto molto Grosso, i suoi concetti chiari di calcio, la filosofia, le idee. Ma non avevo dubbi, lo conosco da quando era ragazzino al Perugia e si distingueva già allora per i valori che gli hanno consentito di fare una carriera da campione del mondo.
Altri giocatori arriveranno, oggi probabilmente si chiuderà per l’esterno sinistro spagnolo di nazionalità argentina Oso, valutato dieci milioni da Transfermarkt. Ma sono tranquillo perché se qualcosa dovesse incagliarsi, come sta succedendo per Koleosho, sono sicuro che verrà fuori un altro nome, altrettanto valido, altrettanto a sorpresa. Gli esperti di mercato stanno diventando matti, nessuno riesce ad anticipare le mosse, ad avere indiscrezioni, escono solo una quantità enorme di nomi, le cose si sanno solo dopo che sono state chiuse, la Fiorentina lavora sott’acqua e anche l’effetto sorpresa è un valore.
Oltre le emozioni
—Mi aspetto allora di essere sorpreso giorno dopo giorno perché di giocatori ne mancano ancora tanti. Questo modo di fare ha anche il giusto cinismo che serve per andare oltre emozioni, simpatie e storie personali. Vedete Gosens. In tanti lo avrebbero confermato perché hanno in mente qualche gol, l’essere, leader. Non basta. Il tedesco sta finendo la benzina (con rispetto) e s’è visto chiaramente. Non può più far parte di una Fiorentina dinamica e aggressiva, giusto tagliare. Ma il discorso vale per tanti, le convocazioni lo racconteranno. Rivoluzione? Chiamatela come volete. Per me è fare bene calcio, senza voler pensare che si stiano facendo cose perfette. Quello lo dirà il campo. Ora si vedono cose giuste, funzionali, razionali e il cambio di passo è evidente. Ma anche nei rapporti internazionali è cambiato tutto, pensate al ragazzino Valdepenas, difensore del Real, che potrebbe arrivare a Firenze come è stato per Nico Paz al Como. Ma la viola sta inseguendo Oulai, valore oltre trenta milioni, regista davanti alla difesa, un Torriera moltiplicato, oppure Lang e altri. Si punta in alto perché ci sono le basi e le conoscenze per farlo.
L'effetto Paratici
—E’ l’effetto Paratici, possiamo sintetizzare così tutto quello che sta succedendo. La Fiorentina è finalmente in mano a un uomo di calcio dalla grandissima esperienza che alla Juventus per dodici anni ha maturato capacità e rapporti a tutti i livelli che ora sta mettendo a frutto. Non dimentichiamo che oltre ai successi, Paratici è l’uomo che ha trattato di nascosto Ronaldo con il procuratore più potente (Mendes) e l’ha portato a Torino. Lasciate perdere i dubbi e forse l’errore economico, ma operazioni del genere le fai soltanto se sei a quel livello. Altrettanto potente. Il passaggio al Tottenham ha ulteriormente allargato il suo mondo.
Non ho mai santificato nessuno e non santifico Paratici che non è sicuramente un santo da venerare.
E’ un grande lavoratore, perfezionista, bravo, vive di calcio, è stato fortunato ad avere il grande ombrello di Marotta, ora forse anche lui vuol dimostrare che da numero uno è un numero uno.
Dopo un mercato invernale deludente, queste mosse esaltano il suo lavoro, ben sapendo che resta una montagna da scalare per completare la squadra e soprattutto per vendere trenta giocatori in esubero. Per ora solo applausi.
Cambia tutto
—Resta il mistero su quanto di straordinario stia succedendo. Se è frutto della famiglia Commisso, complimenti e applausi soprattutto per loro.
Finalmente, come direbbero a Napoli, s’è tolto “A pazziella in mano ‘e criature”, hanno tolto la Fiorentina dalle mani di chi non sapeva cosa farne e da lì nasce tutto. Ora le amicizie e la riconoscenza non contano, solo meritocrazia e specialisti. Il cambiamento è totale in tanti rami della società.
Ma anche gli investimenti vanno oltre le giusta attenzione ai bilanci di Rocco Commisso. Non ci sono le coppe, non c’è il fair play finanziario, ma Joseph e la signora Catherine, stanno andando ben oltre. Ripeto: se prendere Paratici e tutto il resto è una decisione della famiglia per celebrare il centenario ed esaltare la memoria di Rocco non c’è che da dire bravi.
Ma, siccome il modus operandi è completamente diverso dai primi sette anni della famiglia Commisso, viene da pensare che qualcuno abbia messo Paratici in Fiorentina con l’obiettivo di comprarla o dopo averla già prenotata per il futuro prossimo. Ipotesi che viene smentita, ricordiamolo.
Alla fine importa poco, è solo curiosità. Contano i fatti e una cosa è certa: il calcio è tornato a Firenze. Tutto il resto, anche le ambizioni future, le capiremo meglio strada facendo ma ad oggi è già una gran bella sorpresa.
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