Qualcosa è cambiato. Nel modo di agire sul mercato, e la strategia “aggressiva” che sta tenendo la Fiorentina ne è la pratica dimostrazione, ma non solo. Anzi. Forse, in questi giorni, la notizia più importante non è l'acquisto (graditissimo) di Dragusin, ma la scelta di Aurelio Andreazzoli come nuovo allenatore della Primavera. Che poi, ed è proprio da qua che voglio ripartire, parlare di “allenatore” è riduttivo. Molto riduttivo. L'idea infatti è farne una specie di coordinatore di tutti i tecnici del settore giovanile, così da uniformare il più possibile il percorso di crescita dei ragazzi. Il tutto, va da sé, seguendo una filosofia che dovrà essere incarnata prima di tutto dalla Prima Squadra. Vi ricorda qualcosa? Se state pensando a quello che viene fatto al Barcellona, o all'Ajax, siete sulla strada giusta. E sia chiaro: ciò non significa che la Fiorentina diventerà come loro, che raggiungerà quel livello (servono tantissime altre cose) o che nel giro di un amen formerà (eccola, la parola chiave... ”formazione”) fuoriclasse in serie, e con lo stampino. Significa, molto più semplicemente, che finalmente al Viola Park si vuol iniziare a fare calcio nel senso migliore del termine.

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Dragusin e Andreazzoli: così la Fiorentina cambia la sua filosofia
Andreazzoli e il modello Fiorentina
—Creare un proprio modello, è questo l'obiettivo. Costruire un'identità forte, chiara, riconoscibile, che resti sempre la stessa negli anni e che vada quindi oltre alle singole persone che via via si troveranno a lavorare per il club. Chiunque arriverà però (dall'allenatore della Prima Squadra a quello dei Pulcini) saprà che dovrà lavorare seguendo una precisa filosofia. Coraggio, cura della tecnica individuale, voglia di attaccare e non di speculare. E' questa, l'idea di calcio che sarà alla base della Fiorentina. E se i grandi attraverso di essa dovranno ovviamente (e ci mancherebbe) inseguire risultati sportivi il più possibile ambiziosi, i ragazzi invece (ma soprattutto i loro allenatori) non dovranno pensare troppo al risultato. Al contrario. Il loro obiettivo dovrà essere diventare calciatori di qualità, persone ancora migliori, e arrivare alle porte del professionismo avendo ormai dentro di loro quel calcio lì. Per questo, Andreazzoli. Perché è uno che ama proporre, e mai speculare, e che pensa che tra le ragioni della crisi del calcio italiano ci sia proprio l'ossessione per il risultato.
Paratici all'attacco
—Coraggio, e rischio. Quante volte ne abbiamo parlato e li abbiamo invocati? I segnali sono più che incoraggianti e vale anche per il mercato. Fabio Paratici sta andando all'attacco, al contrario di chi sosteneva che “la Fiorentina è obbligata ad aspettare che si muovano le big”, cercando così di arrivare prima su quelle prime scelte che, va da sé, tali sono per i parametri viola. Ecco allora Viery, strappato alla concorrenza, quindi Dragusin, e vedrete che sarà lo stesso anche per uno degli esterni offensivi. La sensazione infatti, sempre più supportata dai segnali che arrivano, è che presto il direttore sportivo potrebbe regalare a Grosso anche un attaccante di fascia di alto profilo. Bakayoko? Forse. Ma occhio alle sorprese. E' questa la priorità: rinforzare la squadra come e dove serve. Più avanti poi, o se arriveranno le offerte giuste parallelamente, si procederà con le cessioni. Anche eccellenti. Perché i conti devono tornare (e difficilmente il saldo sarà lontano dallo 0 a fine mercato...) ma è la strada che si sceglie per arrivarci che fa la differenza.
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